Risparmio e investimenti, ogni venerdì
Iscriviti e ricevi le notizie via email
Interrogare Einstein sui principi della fisica, recitare versi classici insieme al poeta cinese Li Bai, oppure pilotare una macchinina semplicemente indossando un dispositivo interfaccia cervello-computer (BCI) in grado di rilevare l’attività elettrica cerebrale ed elaborarla con l’intelligenza artificiale.
Tutto questo è possibile nella E-Town Robotics di Yizhuang, l’area di sviluppo economico-tecnologico situata a sud-est dal centro di Pechino. I media statali la descrivono come “il primo negozio 4S al mondo”, ovvero un centro che offre servizio completo di vendita, manutenzione, pezzi di ricambio e supporto tecnico (Sale, Spare parts, Service, and Survey) per i jiqiren, termine con cui i cinesi chiamano i robot. E qui i jiqiren sono veramente ovunque.
LE ESPERIENZE
Suddivise su due piani, le sale espositive ospitano oltre cento tipi di robot, di cui venti accessibili ai visitatori. Si possono toccare o azionare, ci si può parlare e giocare a calcio. Si comincia da quelli piccoli e basici, che muovono occhi, braccia e gambe a scatti, fino ad arrivare agli umanoidi pensati per fare compagnia agli anziani e ai cani robot, utilizzabili nelle operazioni di soccorso in territori impervi. Anche i più elaborati, come Einstein e Li Bai, hanno un costo di poche centinaia di migliaia di yuan, all’incirca 60.000 euro.
Il Robot Mall rientra tra i sei itinerari turistici industriali di alto livello lanciati da Pechino per promuovere, tra un pubblico generalista, i progressi effettuati nella robotica, la produzione intelligente, nonché nei settori aerospaziale commerciale e della guida autonoma. Soprattutto famiglie cinesi e qualche laowai (straniero) di passaggio nella capitale. Il robot restaurant, proprio accanto allo showroom, permette di assaporare i principali piatti della cucina pechinese realizzati e serviti rigorosamente da jiqiren.
Non che spostarsi a Yizhuang sia un problema. Oltre all’onnipresente Didi, l’Uber cinese, è possibile usufruire dei servizi di robotaxi, attraverso l’app Apollo, gestita da Baidu, e la rivale Pony.ai. Un progetto sperimentale, promosso dalla zona tecnologica, che dal 2023 interessa un’area di circa 60 chilometri quadrati, tra le più estese di tutto il Paese.
I COLOSSI
Gli aspetti “ludici” sono molto ma non sono tutto. Attualmente, Yizhuang ospita più di 300 aziende della robotica e produzione intelligente, oltre a una ventina di centri per l’innovazione scientifica. Basti pensare che i colossi cinesi dei chip ChangXin Memory Technologies (CXMT) e Semiconductor Manufacturing International Corporation (SMIC), proprio qui hanno stabilito i loro hub strategici più importanti per le memorie DRAM e i wafer da 12 pollici, il disco standard più grande e avanzato utilizzato per la produzione in grande scala di microchip ad alte prestazioni. Complici i finanziamenti stanziati dalle autorità locali: almeno 200 miliardi di yuan (oltre 25 miliardi di euro), secondo stime del 2025.
Se Shenzhen è diventata la “Silicon Valley cinese” sfruttando il dinamismo della vicina Hong Kong, Yizhuang – nel centro politico del Paese – può contare su un’ampia disponibilità di talenti, istituzioni accademiche tra le più prestigiose, e soprattutto sul supporto del Partito-Stato. La robotica figura infatti tra le cosiddette “nuove forze produttive di alta qualità”, le tecnologie avanzate (come l’IA e la biofarmaceutica) con cui il governo di Pechino spera di rilanciare l’economia, affrancando la crescita dalle esportazioni e domando lo spinoso dilemma del calo demografico. Secondo recenti dati di Bloomberg, l’impiego di robot umanoidi potrebbe compensare fino al 60% del calo della forza lavoro previsto entro il 2035.
Sullo sfondo si intravede la competizione con gli Stati Uniti per il primato nelle industrie del futuro.
La Repubblica popolare spera di vincerla facendo leva sull’enorme ecosistema produttivo sviluppato intorno ai veicoli elettrici, di cui è ormai il principale esportatore globale. Molti componenti fondamentali (motori elettrici, batterie, sensori, sistemi di controllo, magneti e capacità di produzione di massa) sono infatti comuni tanto agli EV quanto ai jiqiren. E i prezzi incredibilmente bassi fanno la differenza.
IL PROGETTO TURISMO
Dentro la Muraglia, l’ottimismo è palpabile. Secondo quanto affermato da Qi Qi, responsabile del progetto turismo industriale e formazione scientifica presso la Beijing Yizhuang Robotics Technology Industry Development Company, ad agosto il numero di visitatori è aumentato di oltre il 50% rispetto al trimestre precedente. Forse anche grazie alla sovrapposizione temporale con la World Robot Conference, appuntamento annuale che il mese scorso ha visto la partecipazione di 373 aziende espositrici.
Eppure, al momento del nostro arrivo la parte più vivace di Yizhuang non è quella tecnologica, bensì il Parco della cultura: uno spazio verde dotato di sentieri immersi nel verde, piste da jogging e percorsi ciclabili, dove pensionati e bambini cercano di sfuggire al caldo di inizio settembre. I jiqiren eseguono scenografiche mosse di kung fu, ma sul campo da calcio perdono il controllo della palla e attardano a rispondere quando interrogati. Dopo l’ipo stellare (6,1 miliardi di yuan), Wang Xingxing, il ceo di Unitree, il gigante dei robot con sede a Hangzhou, ha ammesso in un’intervista che potrebbero servire alcuni anni prima che la robotica raggiunga il suo “momento ChatGPT”. I titoli della start-up sono crollati di quasi il 50% dopo l’enorme rialzo del primo giorno di contrattazioni.
IN PISTA CON LA MENTE

La pista per la corsa delle macchine, esposta al Robot Mall, è un chiaro esempio di come funziona un dispositivo interfacce cervello-computer (BCI) in grado di rilevare l’attività elettrica cerebrale ed elaborala con l’intelligenza artificiale.
PRECISO A CANESTRO
Forza, esperienza e precisione, serve tutto questo per riuscire ad andare a canestro. Lo sanno bene i giocatori di basket ma lo sa bene ora anche l’umanoide in mostra al Robot Mall. Un braccio preciso, che sa dosare la giusta potenza, e calcolare la traiettoria: lancia la palla e fa punto.
I CANI DA SOCCORSO
Tra gli oltre cento tipi di robot presenti nell’area di sviluppo economico-tecnologico di Yizhuang, ci sono anche quelli con sembianza di cani robot. Vengono utilizzati per le operazioni di soccorso nei territori impervi.
PRESTAZIONI DA RECORD
Agili e scattanti; con le medaglie al collo: i robot atleti corrono e vincono. Nel mese di agosto, ai Giochi Mondiali
dei Robot Umanoidi un “atleta” ha messo il record mondiale nei 100 metri con il tempo di 8,64 secondi.
Nei Giochi si sono svolte 51 gare divise tra discipline sportive e scenari operativi in fabbriche, uffici e simulazioni in contesti d’emergenza.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
© RIPRODUZIONE RISERVATA
