17.01.2026
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Annabella Martinelli morta impiccata in un bosco. Nello zaino biglietti in cui annunciava il suicidio. L’ipotesi: deceduta il 6 gennaio


Finale terribile: è stata trovata impiccata Annabella Martinelli, la 22enne di Padova che era scomparsa dal 6 gennaio scorso. Il ritrovamento è avvenuto in una zona dei Colli Euganei a poca distanza da dove era stata recuperata la sua biciletta, in un bosco. Sul posto, oltre al procuratore capo di Padova, Angelantonio Racanelli, anche il magistrato titolare dell’indagine, Claudio Fabris, e i carabinieri del comando provinciale di Padova, che stanno svolgendo gli accertamenti sulla sparizione della ragazza. La ragazza ha lasciato dei biglietti di addio.

Il corpo in un giardino

Il corpo di Annabella è stato trovato da un passante appeso ad un albero a cento passi dal palo a cui era stata appoggiata la bicicletta viola della giovane, in località Villa di Teolo (Padova). La zona è in un giardino di una casa tra i civici 3 e 5 della via Euganea Teolo, sul lato destro dello stesso sterrato su cui si sono inerpicati cinofili con i cani molecolari, vigili del fuoco e tutti quelli che hanno cercato la giovane.

I biglietti di addio

Alcuni biglietti in cui manifesta l’intenzione di uccidersi sono stati trovati dentro lo zaino di Annabella. Lo ha appreso l’Ansa. Nel giubbotto indossato dalla ragazza è stato inoltre trovato un portafoglio che conteneva soldi e documenti e c’era anche il telefonino della ragazza. «Allo stato non ci sono elementi per ipotizzare responsabilità nei confronti di terze persone, e al momento l’ipotesi più plausibile che si sia trattato di un suicidio». Lo ha detto il Procuratore capo di Padova, Angelantonio Racanelli, interpellato dall’Ansa. Nella giornata di domani — ha riferito il magistrato — verrà conferito l’incarico per l’autopsia, che dovrebbe venire effettuata martedì prossimo.

L’ipotesi: morta il 6 gennaio

«Si presume di sì, poi troverà conferma l’autopsia». Lo ha detto il capitano Diego Del Tufo, comandante del Nucleo Radiomobile della compagnia di Abano Terme, parlando coi cronisti dopo lo spostamento della salma della giovane, commentando l’ipotesi che la giovane sia morta la sera stessa della sua scomparsa, il 6 gennaio. Nei prossimi giorni verrà svolta l’autopsia, ma nel frattempo «si propende per l’ipotesi suicidaria», spiega Del Tufo. Sul posto sono stati ritrovati lo zaino e il telefono della giovane. La zona del ritrovamento, molto impervia, non era stata controllata «così nel dettaglio». Sulla corda a cui è stata trovata impiccata la giovane, «presumiamo che se la sia portata lei, sicuramente non l’ha trovata qui».

Zaia: tutti sconvolti

«Abbiamo vissuto questi giorni con il fiato sospeso, nella speranza che Annabella fosse viva, che potesse trovarsi da qualche parte, lontano da quel dolore che oggi ci sconvolge tutti. Abbiamo sperato in un epilogo diverso, abbiamo atteso una notizia che purtroppo non è arrivata. La notizia del ritrovamento del suo corpo è un colpo durissimo per l’intera comunità veneta». Così il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, esprime il proprio «profondo cordoglio» e di tutta l’Assemblea legislativa veneta per la tragica scomparsa della giovane. «A nome dell’intero Consiglio regionale del Veneto, — aggiunge Zaia — rivolgo le più sentite condoglianze e un abbraccio commosso alla famiglia di Annabella, ai suoi cari, ai suoi amici. La nostra vicinanza oggi vuole essere silenziosa ma concreta, nel rispetto del dolore e della memoria di una giovane che troppo presto ci ha lasciati. In questo momento di dolore voglio esprimere anche un ringraziamento a tutti coloro che in questi giorni si sono spesi senza sosta: i soccorritori, le forze dell’ordine, la magistratura, i volontari, i cittadini, tutti uniti nella speranza. Grazie per l’impegno e per la solidarietà», conclude.

L’ultimo avvistamento

Una studentessa di 19 anni, Giulia, sarebbe l’ultima testimone ad aver visto e avvicinato lo scorso 6 gennaio Annabella. «Le ho chiesto se avesse avuto bisogno di qualcosa, se la catena della bicicletta fosse caduta o avesse necessità di un passaggio. Io stavo salendo verso il centro di Teolo», racconta la testimone, secondo quanto rivela Il Mattino di Padova. Le circostanze sono state riferite dalla ragazza a uno dei numeri pubblicati dalla famiglia per avere notizie, e poi ai Carabinieri, che stanno indagando sulla vicenda. «C’era buio — prosegue il racconto — faceva freddo e c’era perfino un po’ di foschia, insomma la classica sera da lupi. Dopo il primo tornante, che permette la salita da Villa di Teolo e con il quale ti lasci alle spalle l’autovelox, stavo quasi per arrivare alla seconda serpentina quando all’improvviso sul ciglio della strada, nella stessa mia direzione di marcia, ho visto una sagoma che nell’immediato mi è sembrata quella di una figura femminile. Siccome andavo davvero piano, ho potuto osservare bene questa persona a piedi. Aveva uno zaino in spalla un po’ più piccolo di quelli che si usano a scuola ed era intenta a spingere, tenendola per il manubrio, una bici viola che tra l’altro mi è rimasta davvero impressa per il colore». Giulia avrebbe chiesto se la giovane avesse bisogno di aiuto: «Era senza telefono — è il resoconto — non aveva nulla in mano, zero bibite o pizza, semplicemente era quasi ferma e per quello che posso dire io, mi è parsa tranquilla». Mentre si allontanava in auto, alla testimone è sembrato che la ragazza stesse per imboccare un sentiero sterrato che porta a Teolo. Dove poi è stata trovata senza vita.


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