Risparmio e investimenti, ogni venerdì
Iscriviti e ricevi le notizie via email
Anche gli smartphone, contrariamente a quanto possiamo pensare, hanno una vita. Diversa da come la intendiamo noi, è chiaro, ma esistono diversi indicatori che possono suggerire la data di scadenza del nostro cellulare.
Il peso degli aggiornamenti di sicurezza
Oltre alla batteria, che resta il principale indicatore sulla vita giornaliera di uno smartphone, il rilascio degli aggiornamenti di sicurezza diventa il fattore principale per capire lo stato di salute di un telefono. Quando i produttori interrompono tale servizio, lo strumento diventa più vulnerabile, più fragile e sostanzialmente più debole.
Android e Apple: politiche diverse
Ma dopo quanto tempo un telefono smette di ricevere aggiornamenti sulla sicurezza? Non esiste una risposta univoca. Apple applica la stessa policy a tutti i suoi prodotti, solitamente per 5-7 anni, mentre nel vasto mondo Android ognuno fa da sé. Samsung e Google assicurano il servizio per 7 anni, mentre Xiaomi e Motorola solo 2-3.
Le due tipologie di aggiornamento
È bene distinguere fin da subito i due principali tipi di aggiornamento presenti su Android. Da una parte ci sono gli aggiornamenti di versione, che introducono nuove funzioni, modifiche grafiche e miglioramenti generali. Dall’altra ci sono proprio gli aggiornamenti di sicurezza, ancora più importanti, perché correggono falle che potrebbero essere sfruttate da malware o virus. E quando i produttori cessano questi ultimi, l’utilizzo dello smartphone per attività sensibili, come pagamenti online, gestione di mail, password e dati, può diventare un serio rischio.
Se prima Google e Samsung sono rimasti a lungo nell’ombra della questione, oggi hanno fatto sicuramente più chiarezza. Grazie alle nuove regole europee, tutti gli smartphone messi in commercio dopo il 20 giugno 2025, infatti, hanno un’assicurazione di almeno 5 anni sugli aggiornamenti di sicurezza.
Come scoprire quando il proprio smartphone non sarà più aggiornato
Per scoprire quando il telefono non sarà più supportato dal produttore bisogna, per prima cosa, verificare marca e modello.
Solitamente basta andare nelle impostazioni, cliccare su “Info sul telefono” e leggere il nome completo alla voce corrispondente.
Il secondo, e più importante, passo è cercare online la data di fine supporto, utilizzando formule e prompt standard come “fine supporto software” oppure “fino a quando aggiornamenti”, accompagnati ovviamente dal nome del proprio smartphone.
In alternativa, si può risalire alla data dell’ultima patch di sicurezza, presente all’interno delle impostazioni nel menù «Sistema» o «Sicurezza e privacy». Dopo aver cliccato su «Aggiornamento di sistema» o «Aggiornamento di sicurezza» è possibile visualizzare la data. Se l’ultima risale a più di tre o sei mesi fa, potrebbe essere un segnale che il dispositivo non riceve più aggiornamenti regolari, o quantomeno non tutti quelli previsti dal pacchetto per garantire un modesto livello di sicurezza.
Cosa succede quando termina il supporto
Nel caso in cui il supporto operativo termini, bisogna specificare ulteriormente che il telefono non smette di funzionare. Resta integro in tutte le sue funzioni. Ciò che cambia, e talvolta invisibili all’occhio umano, sono le garanzie sui propri dati.
In un mondo in cui ormai lo smartphone ricopre una moltitudine di ruoli — da portafoglio ad archivio personale, fino a collettore di memorie o segreti — non avere più un’assicurazione può risultare dannoso. E anche le attività secondarie, apparentemente più innocue, come ascoltare musica, giocare su app o navigare sui social, possono diventare insidiose. Va ricordato, infatti, che ormai ogni sito, gioco o applicazione sfrutta e utilizza dati sensibili per profilazioni e marketing, il più delle volte anche senza richieste esplicite.
Perché controllare gli aggiornamenti prima dell’acquisto
Quando si acquista un nuovo smartphone è buona norma, quindi, controllare anche la durata dei suoi aggiornamenti. Prezzo, fotocamera, capienza e bellezza fanno da cornice, ma una scelta saggia e ponderata deve senz’altro comprendere anche il contorno software.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
