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Allarme banconote false da 50 euro, boom di segnalazioni nei negozi. «Trovati tanti pezzi non autentici»


Le banconote da cinquanta euro tornano a farsi notare. Non per il loro valore, ma per la qualità della carta. Negli ultimi giorni tra Pescara e l’area metropolitana si moltiplicano le segnalazioni di banconote sospette, quasi sempre dello stesso taglio. Un’anomalia per questo periodo dell’anno, quando il flusso di contante è più legato ai consumi locali, con meno persone che arrivano da fuori regione e meno denaro che gira rispetto alla buona stagione.

A parlarne è Maria, tabaccaia nel centro cittadino. «Di solito il problema esplode d’estate spiega dal banco, mentre controlla con la macchinetta la qualità della banconota. Con il turismo aumenta la circolazione di contante e arrivano persone da fuori. In inverno, invece, la situazione è sempre più tranquilla. Quest’anno no. Le cinquanta euro false stanno ricomparendo e dobbiamo verificare ogni pezzo che entra».

Il taglio

Il taglio da 50 euro, insieme con quello da 20, resta il preferito dai falsari perché più facile da spendere rispetto ai tagli alti e meno sospetto di quelli più piccoli. Secondo i dati della Banca centrale europea, i biglietti da 20 e 50 euro rappresentano la quota più consistente delle contraffazioni ritirate nell’area euro.

L’Italia continua a collocarsi tra i Paesi con il numero più significativo di sequestri, nonostante l’uso crescente della moneta elettronica. In Abruzzo i controlli delle Fiamme Gialle hanno portato negli ultimi mesi al sequestro di centinaia di banconote false. In provincia di Chieti è stata scoperta anche una vera e propria fabbrica del falso, con macchinari e supporti pronti per la distribuzione. Episodi che confermano l’esistenza di una filiera organizzata, capace di immettere nel circuito commerciale partite di denaro contraffatto con una certa continuità.

Il paradosso è che il contante circola meno soprattutto tra i giovanissimi, che pagano quasi tutto con carte contactless e wallet digitali sul telefono. Sono loro a trainare la diffusione dei pagamenti elettronici, riducendo l’uso delle banconote nelle spese quotidiane. Eppure il falso continua a trovare spazi, soprattutto nelle transazioni veloci e nei piccoli esercizi, dove il controllo deve essere rapido e l’errore è sempre in agguato.

I rischi

«Il problema riprende la commerciante è che quando ti accorgi della falsità spesso è tardi. La perdita resta a carico nostro». Un rischio che pesa sulle attività di quartiere, già alle prese con margini ridotti e costi in aumento.

Gli esperti ricordano alcune regole semplici: toccare la carta per verificarne la consistenza, osservare in controluce filigrana e filo di sicurezza, inclinare la banconota per controllare l’ologramma e il numero cangiante. In caso di dubbio è bene confrontarla con una sicuramente autentica o rivolgersi a banca o forze dell’ordine. Mai rimettere in circolazione un biglietto sospetto.

La sensazione, tra gli operatori, è che non si tratti di episodi isolati ma di una nuova ondata silenziosa. Pescara non è un caso unico, ma qui l’aumento in una stagione tradizionalmente stabile sorprende e preoccupa.

Anche in un’epoca dominata da smartphone e pagamenti digitali, una banconota falsa può ancora incidere sul bilancio di fine giornata e alterare la fiducia negli scambi quotidiani. Un fenomeno che resta sotto traccia ma che impone attenzione costante, perché ogni biglietto contraffatto sottrae risorse reali a chi lavora e alimenta un circuito illegale difficile da intercettare fino all’ultimo passaggio di mano.


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