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Abi, più credito a famiglie e imprese. Calano le sofferenze delle banche


Aumentano i prestiti a imprese e famiglie, mentre si riducono ancora le sofferenze bancarie. Positivi i dati sulla raccolta. Dal rapporto mensile dell’Abi emerge che a gennaio l’ammontare dei prestiti a imprese e famiglie è cresciuto dell’1,9% su base annua. I prestiti a famiglie e imprese viaggiano con il segno più da ormai undici mesi consecutivi. Per quanto riguarda i crediti deteriorati netti, che nel 2015 rasentavano i duecento miliardi di euro, in dieci anni risultano essere calati di 168 miliardi, afferma l’Abi. Prosegue poi la dinamica positiva della raccolta bancaria diretta, in crescita di oltre il 3% a gennaio.

Il rapporto dell’associazione bancaria italiana fa infine il punto sui tassi, che rimangono sostanzialmente stabili. A dicembre dell’anno scorso i prestiti alle famiglie erano aumentati del 2,5% e quelli alle imprese del 2%. Risultato: i prestiti alle famiglie sono in espansione da tredici mesi. Per le imprese, invece, i finanziamenti risultano in crescita da sette mesi di fila. Buoni anche i dati sulla raccolta indiretta, cioè gli investimenti in titoli custoditi presso le banche. Secondo il bollettino dell’Abi la raccolta indiretta ha presentato un incremento di 106,2 miliardi tra dicembre 2024 e dicembre 2025: dalle famiglie sono arrivati 38,6 miliardi, 17,9 miliardi dalle imprese e il restante dagli altri settori.

L’andamento

Continua ad avere il vento in poppa anche la raccolta diretta complessiva (depositi da clientela residente e obbligazioni) che a gennaio è risultata in aumento del 3,4% su base annua. Questo trend positivo va avanti da inizio 2024. Sempre a gennaio i depositi, nelle varie forme, hanno fatto uno scatto in avanti del 3,7% su base annua (dal +2,3% di fine 2025). La raccolta a medio e lungo termine, tramite obbligazioni, il mese scorso è aumentata dell’1,3% rispetto a gennaio 2025. E ancora. Lo scorso mese il tasso medio sul totale dei prestiti (quindi sottoscritti negli anni) è stato pari al 3,97%, contro il 3,96% del mese precedente. Al contrario, il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è sceso al 3,49%, dal 3,58% di dicembre (due anni fa, a dicembre 2023, si attestava al 5,45%). Infine, il tasso medio sulle nuove operazioni per l’acquisto di abitazioni è stato del 3,47% (3,38% nel mese precedente e 4,42% a dicembre 2023).

A gennaio 2026, evidenzia ancora l’Abi, risulta di 185 punti base lo spread sulle nuove operazioni con famiglie e società non finanziarie, sarebbe a dire la differenza tra i tassi sui nuovi prestiti e la nuova raccolta. Per quanto riguarda i crediti deteriorati netti, questi ammontano adesso a 28,3 miliardi di euro. A settembre l’asticella si posizionava a quota 30 miliardi di euro. Rispetto al loro livello massimo, 196,3 miliardi raggiunti nel 2015, queste sofferenze sono risultate in calo di 168 miliardi. A dicembre 2025 i crediti deteriorati netti rappresentavano l’1,34% dei crediti totali. Questa quota è in costante diminuzione da tempo.


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