Notizie Nel Mondo - Notizie, affari, cultura Blog Technology «Abbiamo lasciato l’Italia e girato il mondo in barca a vela, ora viviamo su un atollo in Polinesia. Nostro figlio è cresciuto con l’homeschooling»
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«Abbiamo lasciato l’Italia e girato il mondo in barca a vela, ora viviamo su un atollo in Polinesia. Nostro figlio è cresciuto con l’homeschooling»


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Mezza vita trascorsa col vento in poppa, navigando tra Mediterraneo, Mar dei Caraibi e Oceano Pacifico per accompagnare, con le loro eco-crociere a vela, viaggiatori sensibili e curiosi alla scoperta dei luoghi più remoti e straordinari del Pianeta. Poi, nel 2019, la scelta di fermarsi in un approdo stabile, a Rangiroa, isola dell’arcipelago delle Tuamotu in Polinesia Francese, per offrire una quotidianità meno ondivaga a Pablo, il figlio di Enrica e Marco, cresciuto in barca e “on the road” facendo homeschooling con sua mamma, fino all’esame di terza media. 

La vita dall’altra parte del mondo, dopo aver navigato luoghi remoti 

Marco, Enrica e la loro vita in mare

Torinese lei, milanese lui, oggi i due italiani vivono grazie alla loro guesthouse Moana Breeze EcoLodge in questo paradisiaco atollo famoso per la Laguna Blu, l’Isola dei Coralli e per le immersioni subacquee alla Passe de Tiputa, uno stretto che regala incontri spettacolari con squali, mante, razze e altri grandi animali marini, «a cui abbiamo dedicato molti anni di studio — racconta Enrica -. Qui vive anche una famiglia di delfini tursiopi. Quasi ogni giorno prendiamo le biciclette e andiamo fino alla Passe. Sono sempre lì, giocano nelle onde e spesso interagiscono con i subacquei rendendo le immersioni indimenticabili. Percorrendo la strada lungo l’oceano, non è raro poi avvistare una megattera o un gruppo di orche». Una nuova “casa” speciale, dopo infinite avventure: «Come i mesi alle Isole Galápagos, dove Pablo ha tolto le rotelline alla bicicletta imparando a schivare i leoni marini sdraiati sulla strada. O quelli alle Isole Marchesi, un vero colpo di fulmine, perché la Polinesia ci ha accolto con la sua bellezza e con il suo “mana”, quell’energia profonda presente in ogni aspetto della natura», aggiunge Enrica, prima di condividere una riflessione su cosa significhi una vita a 16mila chilometri dall’Italia, dall’altra parte del mondo: «Non è una fuga dalla realtà: richiede organizzazione, responsabilità e una continua capacità di reinventarsi.

Ma, se costruita con equilibrio, può offrire opportunità straordinarie di crescita personale, umana e culturale, sia per noi adulti sia, soprattutto, per un figlio che cresce imparando ogni giorno quanto il mondo sia grande, complesso e meraviglioso», spiega l’italiana che ormai affronta la giornata aspettando la nave che porta i rifornimenti una volta a settimana o ogni 15 giorni. Se ritarda, potrebbe mancare il pane perché il fornaio non ha ricevuto la farina. Così, un pezzo di ricambio può impiegare settimane ad arrivare. 

Imparare a vivere bene anche con meno

Picnic con pizza per il compleanno di Enrica, sulla spiaggia dietro alla guesthouse di proprietà Moana Breeze Ecolodge

«Con il tempo ci si adatta, si imparano a trovare soluzioni alternative e ci si rende conto di quanto si possa vivere bene anche con meno. Forse l’aspetto che amo di più della vita in un luogo remoto è il fortissimo senso di comunità che si crea. Le persone diventano centrali: si presta attenzione al vicino, alla persona più fragile. Molte volte siamo stati aiutati in modo completamente spontaneo da persone che non conoscevamo nemmeno — ricorda Enrica — . Anche le emergenze vengono gestite con grande efficienza», spiega la donna che, come suo marito, nel tempo, è diventata un’esperta pizzaiola, perché rispetto ai tanti prodotti nostrani che ormai sono presenti laggiù, «la pizza come piace a noi non l’abbiamo mai trovata. Abbiamo persino una coltivazione idroponica di basilico e di erbe aromatiche con cui prepariamo pesto e ricette italiane rivisitate con ingredienti locali. Quello che ci manca, però, è un posto dove ascoltare buona musica sorseggiando un aperitivo. Così, abbiamo deciso di aprirlo noi. Un boutique hotel con ristorante e piscina che inaugureremo a giugno 2027». 

L’orgoglio di aver cresciuto un figlio brillante, grazie all’homeschooling

La passeggiata quotidiana di Enrica e Marco all’alba nell’atollo di Rangiroa

Se Torino e Milano restano due città alle quali Enrica e Marco sono molto legati e dove tornano sempre volentieri per rivedere le famiglie, sono altrettanto cari gli anni trascorsi a navigare: dal Silver Bank, dove si riproducono le megattere, alle isole venezuelane Las Aves, dove nidificano immense colonie di uccelli marini. «Nel frattempo nostro figlio è cresciuto. Oggi è un 18enne che guarda al proprio percorso con grande consapevolezza. Conosce il mondo non da turista, ma per averlo vissuto dall’interno», riferisce Enrica su Pablo, che parla e scrive perfettamente quattro lingue, è due anni avanti sul percorso scolastico, frequenta con ottimi risultati una delle migliori università internazionali, la ESCP Business school, e ha amici in tutti i continenti. «Credo che crescere tra culture diverse — aggiunge l’italiana — gli abbia dato soprattutto una mentalità molto aperta, pragmatica e capace di adattarsi. Dal nostro punto di vista, la parte più preziosa di questa scelta di vita è stata la possibilità di essere per lui dei genitori, ma anche i suoi educatori, i suoi insegnanti, i suoi compagni di viaggio e di avventura». Tra esperienze difficili e meravigliose condivise, che hanno creato un legame profondo di amore, fiducia e complicità «questo — conclude Enrica — è il regalo più prezioso che ci siamo fatti. Qualcosa che la vita a terra, con tutto quel rumore e quelle interferenze, non ci avrebbe permesso di creare e che nulla potrà scalfire». 


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