17.01.2026
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Sports

«A Cagliari come in Champions. Adzic non si tocca, nessuna pressione su Yildiz»


Cagliari come la Champions League e nessuno tocchi Adzic. Luciano Spalletti lancia la volata Champions insieme alla Roma di Gasperini, e intanto si coccola Yildiz, recuperato dopo l’influenza. «Per noi è un giocatore importante, vogliamo anche tentare di tutelarlo un pochino, a volte devo gestirlo. Ma ha fisico motore, di partite gliene vogliamo far giocare tante. Ci darà diverse soluzioni. Yildiz ha saltato un allenamento perché aveva un po’ di mal di gola, stamattina si è allenato benissimo, andava fortissimo e ha fatto cose che ci garbano parecchio. Sono soddisfatto di come è rientrato Bremer e di come sta migliorando di partita in partita. Adzic? Ha capacità straordinarie, come i calciatori top. Per me non si tocca, mi aspetto grandi cose da lui, ritengo sia un tesoro nascosto.

Locatelli è perfetto, non c’è giocatore più forte nel fare questo doppio ruolo. Mi piacerebbe che conoscesse più a fondo questo ruolo, perché molto spesso sono missioni per il bene della squadra. Lo vedo in crescita continua. La palla ora la prende dal centrale e mette in condizione di giocare la punta esterna o il trequartista, il centrocampista avanzato, con un tocco solo. E dopo Modric ha il maggior numero di passaggi riusciti nel nostro campionato ed è in crescita, anche David è in crescita, lui ha bisogno della squadra e la squadra ha bisogno di lui. Giochisti o risultatisti? Il Como attraverso questo comportamento pensa ci siano più possibilità di vincere la partita.

Fino a un certo punto la pensava in maniera corretta. Quando vai a giocare contro squadre che amano giocare col blocco squadra basso, diventa rischioso.

Se hanno la potenzialità di ribaltarti il tavolino o il campo in poco tempo, è chiaro che bisogna essere bravi. Si può vincere in più modi e fa un po’ parte di questo discorso del calcio moderno. Ho la mia identità e la so cambiare, perché mi dà più possibilità di essere differente. Ma non la snaturo nel cambiare atteggiamento la mia identità, la mantengo nel tempo. Bisogna sempre avere un equilibrio difensivo e quei calciatori che ti creano prevenzione nel recupero palla. Bisogna sempre tu sia sopra il livello massimale quando giochi anche contro squadre più normali, non solo col Milan».


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