I laser, il tempo e i computer del futuro sono più legati di quanto immaginiamo. A dimostrarlo è la storia di Jean Dalibard, il fisico francese del Collège de France e Medaglia d’Oro CNRS che ha appena ricevuto a Como il prestigioso Premio Alessandro Volta 2025. La cornice è quella solenne e suggestiva della Sala Bianca del Teatro Sociale, dove due giganti della scienza contemporanea — i Premi Nobel Alain Aspect e William D. Phillips — sono saliti sul palco per pronunciare le laudationes e raccontare l’impresa straordinaria di Dalibard: essere riuscito a «congelare» la materia usando la luce.
Catturare gli atomi
Immaginate gli atomi come microscopiche palline impazzite che schizzano a centinaia di metri al secondo. Come si fa a studiarli e a guidarli? Dalibard ha trovato il modo di prenderli al laccio e rallentarli fino a farli quasi fermare, portandoli a una temperatura a un soffio dallo zero assoluto. Nessun congelatore fantascientifico: per farlo ha usato raggi laser puntati contro la materia. Una scoperta teorica e pratica che ha trasformato radicalmente la scienza. «Prima degli studi di Dalibard, la ricerca sugli atomi freddi era soltanto una nicchia accademica», ricorda il Nobel americano William Phillips. «Oggi è il sottocampo dominante della fisica moderna e gli atomi freddi rappresentano una delle principali piattaforme per la realizzazione dei computer quantistici», aggiunge.
Dalle stelle alla Terra
Tutto questo è ben lontano dal rimanere chiuso nei laboratori. Il «congelamento» degli atomi fa funzionare gli orologi atomici e gli interferometri di ultima generazione, strumenti di una precisione straordinaria. «Tali orologi ad alta frequenza ottica scandiscono efficacemente il tempo per il mondo intero», spiega Phillips. Sono proprio questi dispositivi ultra-precisi a garantire la sincronizzazione delle reti internet, delle transazioni finanziarie mondiali e dei sistemi satellitari. Ma c’è di più: la geolocalizzazione del futuro cambierà radicalmente. Questi strumenti, evidenzia il Nobel americano, «hanno il potenziale di garantire la navigazione anche quando il segnale satellitare è oscurato o non disponibile», offrendo soluzioni cruciali sia per il mercato civile sia per la sicurezza strategica. Sul fronte dei materiali, le prospettive dei simulatori quantistici a gas atomici freddi sono altrettanto rivoluzionarie. «Credo che si otterranno risultati straordinari per la società, a partire dalla progettazione di nuovi farmaci e materiali complessi», dichiara il Nobel francese Alain Aspect, ricordando che «la comprensione profonda della natura è il presupposto indispensabile per ogni futura rivoluzione tecnologica».
Bufale «quantistiche»
La cerimonia è stata anche l’occasione per una profonda riflessione sul valore della conoscenza e della verità scientifica.
Emozionato nel ricevere il riconoscimento, lo stesso Dalibard ha voluto sottolineare il ruolo delle istituzioni scientifiche indipendenti: «Sono particolarmente emozionato perché questo premio proviene da una società scientifica che opera a livello europeo. Le società scientifiche sono i principali custodi della verità scientifica, basata su fatti comprovati da esperimenti rigidi e protetti da pressioni economiche e politiche». Un concetto ripreso con orgoglio da José María De Teresa, presidente della Società Europea di Fisica (EPS), promotrice del riconoscimento: «Con il Premio Alessandro Volta non celebriamo soltanto le scoperte eccezionali di Jean Dalibard, ma riaffermiamo il valore fondamentale della fisica europea nel guidare l’innovazione globale e nel proteggere l’integrità della ricerca scientifica al servizio di tutta la comunità». Un richiamo fondamentale in un’epoca dominata da facile disinformazione. Oggi si sente parlare di «quantistico» ovunque, spesso a sproposito e per fini commerciali. Aspect ha lanciato un monito durissimo contro i venditori di illusioni: «Bisogna stare molto attenti a ciò che viene chiamato ‘quantistico’: in molti casi si tratta di vere e proprie truffe, soprattutto nel mondo della salute e della medicina». La vera barriera contro i raggiri, ha ribadito il Nobel, resta il metodo scientifico e la verifica incrociata tra laboratori di tutto il mondo.
L’eredità di Volta
Promosso dalla Società Europea di Fisica (EPS) in partnership con il gruppo energetico Acinque, l’evento si inserisce nel percorso verso il bicentenario della morte di Alessandro Volta (2027) con il programma 200VOLTeVOLTA e il Festival della Luce. Un filo rosso che unisce l’inventore comasco della pila alla fisica di frontiera. «Il valore della ricerca non si misura solo nei riscontri immediati, ma nella capacità di aprire nuove opportunità», dichiara Stefano Cetti, amministratore delegato di Acinque. «Celebriamo la convinzione che esplorare l’ignoto sia uno dei più importanti investimenti che una società possa compiere», aggiunge. Un’idea sostenuta anche dal presidente Matteo Barbera e dalle istituzioni, con il sottosegretario all’Innovazione Alessio Butti che ha ricordato «il forte legame tra Como, la scienza e l’innovazione» e l’assessore regionale Alessandro Fermi, secondo cui «premiare la ricerca significa affermare pubblicamente che la conoscenza è un bene essenziale». A sintetizzare lo spirito della giornata sono state infine le parole di Angela Bracco, presidente della Società Italiana di Fisica: «Celebrare Dalibard significa celebrare quella curiosità intellettuale che è il vero motore della scienza». E così, tra orologi ultra-precisi e computer del futuro, il genio di Volta continua a vivere nelle scoperte che stanno ridisegnando il nostro domani.
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