Il bambino che è precipitato in un pozzo profondo 80 metri lo scorso 2 settembre è stato ritrovato morto dai soccorsi algerini. È quanto ha riferito la Protezione civile. Le operazioni di soccorso erano in corso da quattro giorni per cercare di raggiungere il bambino, la cui vicenda aveva suscitato una forte emozione in tutto il Paese. Sui social network si erano moltiplicati gli appelli a salvare il bambino, identificato dalle autorità con il nome di Ayoub. La Protezione civile ha comunicato in una nota che il bambino è stato «recuperato senza vita». In precedenza, i soccorritori avevano spiegato di avere difficoltà a raggiungerlo, poiché il bambino era caduto in un pozzo vicino alla sua abitazione nel villaggio di El Rokn del comune di El Gasour nel sud-ovest dell’Algeria ed era «rimasto intrappolato sotto uno spesso strato di terra». Inoltre, secondo una nota della Protezione civile, il pozzo era asciutto, era stato scavato con metodi tradizionali e aveva un diametro di appena 40 centimetri, rendendo ancora più complessa l’operazione di soccorso. Le immagini diffuse dalle autorità e dai media locali avevano mostrato pesanti mezzi da cantiere intenti a scavare una grande fossa accanto al pozzo per raggiungere il bambino.
I mezzi in campo

Un membro della Protezione civile è sceso nel pozzo scavato parallelamente a quello in cui si trova il bambino: il piccolo era una profondità stimata intorno agli 80 metri (il diametro del pozzo è circa 40 cm): gli agenti della protezione civile hanno fornito una torcia ad Ayoub durante le operazioni di soccorso.
In un video diffuso dalle autorità locali, si sentiva la voce del piccolo (flebile) chiedere «aiuto» al papà.

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Leave feedback about this