Meloni, le preferenze tornano su proposta di FdI, la sinistra non è credibile
«Le preferenze, nel voto per il Parlamento, mancavano dal 1993, cioè da quasi 35 anni. Oggi tornano perché il centrodestra ha scelto di reintrodurle, su proposta di Fratelli d’Italia». Lo afferma sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. «Alla sinistra, che oggi sostiene che non basta, devo ricordare che non è credibile, su questo tema, chi non le ha mai volute in questi 35 anni e ha votato per bocciarle anche un mese fa. Quindi — conclude — la differenza non è tra chi vuole più preferenze e chi ne vuole meno. È tra chi le ha rimesse nella legge e chi no».
Via libera del Senato all’emendamento di maggioranza sulle preferenze
Via libera dell’Aula del Senato all’emendamento unitario della maggioranza che introduce nella riforma della legge elettorale il meccanismo delle preferenze con capolista bloccati. Tutte respinte le proposte di modifica di opposizione tranne una tecnica di drafting approvata all’unanimità. I si sono stati 97, 67 i contrari e 2 astenuti. Il testo prevede la possibilità di esprimere fino a tre preferenze con alternanza di genere (pena l’annullamento della seconda e della terza preferenza nell’ordine di lista) con una una croce segnata accanto a uno dei sei nomi scritti sulla scheda, prevista l’alternanza dal primo nome sotto il capolista. Salta la quota di genere 60 a 40 per i capolista prevista dal Rosatellum.
L.elettorale: Senato non approva emendamento su preferenze libere opposizioni
L’aula del Senato con 99 voti contrari e 68 favorevoli non approva l’emendamento 1.6/1 alla legge elettorale delle opposizioni sull’introduzione delle preferenze libere alla legge elettorale.
Senato boccia sub-emendamento delle opposizioni sulle preferenze
L’Aula del Senato ha bocciato, con 68 sì e 99 voti contrari, il sub-emendamento a prima firma del Dem Dario Parrini per sopprimere i capolista bloccati e prevedere il voto di preferenza. Sulla proposta di modifica all’emendamento di maggioranza alla legge elettorale il governo si era rimesso all’Aula. Dopo la votazione dai banchi delle opposizioni sono partiti dei ‘Vergogna!’.
Fonti, centrodestra compatto contro l’emendamento delle opposizioni sulle preferenze
Il centrodestra voterà compatto contro il subemendamento sulle preferenze proposto dalle opposizioni nell’esame della legge elettorale in Senato. Lo si apprende da diverse fonti parlamentari della maggioranza.
Norma anti cespugli verso cancellazione
Si va verso una modifica della cosiddetta norma anti-cespugli entrata alla Camera nella legge elettorale. L’ipotesi — che vedrebbe una riformulazione di un emendamento di FdI a firma di Antonella Zedda — prevederebbe la cancellazione di qualsiasi soglia per contribuire al computo dei voti per il premio di maggioranza. Sempre secondo quanto si apprende, a fronte di questo, verrebbe però aumentato il numero delle firme necessarie per presentarsi per evitare il fenomeno delle ‘liste civetta’.
Aula Senato slitta di altra mezz’ora, si riprende alle 14,30
Slitta di una ulteriore mezz’ora la ripresa dei lavori dell’aula del Senato sulla legge elettorale. Inizialmente prevista alle 14, l’aula dovrebbe riprendere alle 14 e 30.
Romeo: «Fiducioso che FdI terrà fede al patto di maggioranza»
«Sono fiducioso che FdI terrà fede al patto di maggioranza». Così il capogruppo della Lega al Senato Massimiliano Romeo a margine della riunione del centrodestra in Senato sulla legge elettorale.
Governo valuta di rimettersi all’Aula su sub-emendamenti preferenze
Il governo — secondo quanto si apprende — starebbe valutando l’ipotesi di rimettersi all’Aula sulle proposte di modifica alla legge elettorale delle opposizioni sulle preferenze.
L.elettorale: riunione di maggioranza in Senato con tecnici, Casellati e capigruppo
E’ in corso al Senato una riunione di maggioranza sulla legge elettorale. Partecipano, secondo quanto si apprende, tra gli altri, alcuni tecnici della maggioranza e capigruppo oltre alla ministra Elisabetta Casellati e il presidente della commissione Affari Costizionali Andrea De Priamo.
Calenda: «Se Meloni non ha più forza per andare avanti, voto subito»
«Fatela finita, chiudete questa legge elettorale, chiudete questo discorso sulle primarie perché altrimenti prima o poi ci vengano a prendere con i forconi ed è non è una questione di anni è una questione di mesi». Lo dice Carlo Calenda parlando con i cronisti al Senato. Quindi si rivolge alla premier Giorgia Meloni: «Quello che diciamo a Meloni, con grande chiarezza, è che se la maggioranza non ha più la forza di affrontare un periodo straordinario come questo con inflazioni, guerre, l’Europa che sta accadendo a pezzi, ma andiamo alle elezioni perché non è che possiamo stare tutti i giorni a parlare delle preferenze che poi non ci sono che poi quando fanno gli emendamenti sono sbagliati». «Qui abbiamo due guerre in corso, anzi tre se ci mettiamo quello che sta succedendo in Cisgiordania e a Gaza, e i prezzi delle materie prime alle stelle, un rischio finanziario notevolissimo, allora bisogna che un governo che incominci a fare qualcosa, altrimenti andiamo alle elezioni, andiamoci subito.
Siamo in una fase della storia dove è probabilmente il periodo più pericoloso dal ’45 in poi e non possiamo continuare a pensare che il muro contro muro tra due coalizioni eterogenee sia la soluzione perché non governa il Paese, lo sappiamo da trent’anni che non governa un Paese».
FdI chiede pausa, Aula sospesa fino alle 14
Lavori sospesi in Aula al Senato sulla legge elettorale. Il capogruppo di FdI Lucio Malan ha preso la parola e chiesto una sospensione «visto che abbiamo necessità poi di votare con continuità e una pausa a quest’ora sarebbe comunque opportuna». La richiesta è stata accolta da tutti i gruppi ed è stata decisa una pausa fino alle 14.
Un centinaio di emendamenti dichiarati inammissibili in Aula
Sono un centinaio gli emendamenti che sono stati dichiarati inammissibili in Aula al Senato sulla riforma della legge elettorale. Le opposizioni stanno intervenendo per illustrare il complesso degli emendamenti.
Bonelli: «Meloni ha paura di perde e riscrive regole voto»
«Cambiare la legge elettorale a pochi mesi dalle elezioni è un problema che riguarda la qualità della democrazia. In questo Paese c’è il brutto vizio di modificare continuamente le regole del voto sulla base delle convenienze della maggioranza di turno, alimentando così anche la disaffezione degli elettori. E non mi pare affatto che la destra sia così coesa. A luglio, alla Camera, sul voto segreto il centrodestra è andato sotto, con deputati di Forza Italia e Lega che hanno votato contro l’emendamento di Fratelli d’Italia. Altro che coesione: nella destra è in corso una battaglia dai lunghi coltelli. Prima si approva un testo, poi si ripresentano emendamenti sul doppio turno per cambiarlo nuovamente». Così Angelo Bonelli, deputato di Avs e co-portavoce di Europa verde, intervenendo a Coffee Break su La7. «A Bari — aggiunge — hanno celebrato la stabilità e la durata del governo, ma il sistema elettorale con cui sono stati eletti quella stabilità l’ha già garantita. Allora chiedo a Meloni: quando volete andare a votare? C’è una trattativa tra Meloni, Tajani e Salvini sulla data delle elezioni per depotenziare Vannacci? Aprile, settembre, ottobre? Lo dicano agli italiani. La democrazia non è proprietà della destra: riguarda tutti gli italiani e anche le opposizioni. Il premio di maggioranza ipotizzato determinerebbe uno squilibrio enorme in Parlamento e l’indicazione del premier aggredirebbe le prerogative del capo dello Stato. È un tentativo di scardinare l’equilibrio costituzionale e il ruolo del presidente della Repubblica, e non possiamo accettarlo». «La destra, inoltre, viene dalla bocciatura al referendum sulla separazione delle carriere: gli italiani si sono mobilitati e hanno detto no, in nome della Costituzione, alla modifica voluta dal governo», conclude Bonelli.
Casellati cita Pasolini: «Paura di perdere? Mi fa paura fascismo dell’antifascismo»
«Mi fa paura il fascismo dell’antifascismo di maniera». Così la ministra per le Riforme istituzionali, Maria Elisabetta Alberti Casellati, risponde in aula al Senato, al termine della discussione generale sulla legge elettorale, alle accuse delle opposizioni secondo cui la maggioranza starebbe scrivendo queste nuove regole del gioco per «paura di perdere le elezioni». Alle parole della ministra, le opposizioni iniziano a rumoreggiare.
Magi: «Spettacolo indegno, Meloni azzeri tutto»
«Fin dalla gestazione iniziale e poi nella discussione prima alla Camera e ora al Senato, la vicenda della legge elettorale è stata indegna e penosa non rispondendo minimamente all’obiettivo che dovrebbe servire: garantire la rappresentanza, ridare forza al voto dei cittadini e quindi fiducia nel circuito democratico, essere chiara e comprensibile. Il governo ha pensato di cucirsi un vestito su misura ma ha sbagliato le misure e allora ha cominciato a modificarne alcune parti in base all’andamento dei sondaggi e ai retroscena del giorno. Dietro la promessa altisonante della stabilità di governo si è svelato così in tutta la sua miseria un disegno plebiscitario da conseguire attraverso la manipolazione delle regole. Meloni azzeri tutto, si scusi con gli italiani e rinunci al golpe elettorale per restare al potere, apra un confronto con le opposizioni togliendo dal tavolo irricevibili norme antidemocratiche». Lo afferma il segretario di Più Europa Riccardo Magi.
Vannacci: «FdI sia coerente, voti preferenze pure al Senato»
«Oggi al Senato si vota sulle preferenze nella legge elettorale. C’è un emendamento (del Pd, ndr) che ripropone le preferenze pure, senza liste bloccate, analogo a quello che noi di Futuro Nazionale avevamo presentato alla Camera. FdI ad oggi ha introdotto delle preferenze meticce cioè con capilista bloccati che rappresentano una grossa presa in giro nei confronti del popolo italiano. Mi appello a tutta la destra e, soprattutto, a Fratelli d’Italia, che alla Camera aveva votato il nostro emendamento: votate anche questo». Lo dice su fb Roberto Vannacci. «Ne va della coerenza di FdI», aggiunge. «Ne va della coerenza di FdI: perché votare sì alla Camera e votare no al Senato sulla stessa proposta? Al di là delle barriere ideologiche, delle stanze del potere, delle manovre di palazzo e di una politica rancida e stantia, dovrebbe contare una cosa su tutte: l’obiettivo di fare il bene dell’Italia e degli italiani. Gli italiani vogliono tornare a eleggere direttamente i propri rappresentanti, senza listini bloccati e senza riservare posti agli ‘unti’ dalle segreterie di partito. Ridiamo agli italiani il diritto di scegliere chi li rappresenta. Ridiamo sovranità al popolo», aggiunge il leader di FnV.



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