28.10.2026
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Politics

«Riccione nel 2030 sembra Ceuta», il video della Lega su TikTok fa infuriare il Comune (che chiede un milione di risarcimento)


Il Comune di Riccione ha conferito all’avvocato del Foro di Rimini Moreno Maresi il mandato legale per tutelare l’immagine della città dopo la diffusione, lo scorso 5 agosto, di un video sul canale TikTok del partito di Matteo Salvini giudicato diffamatorio. Il filmato mostrava una spiaggia affollata di persone con la pelle scura, presentata come Riccione nel 2030, con la scritta in sovrimpressione «POV: È il 2030, sei in spiaggia a Riccione e Matteo Salvini non è Ministro dell’Interno». Le immagini erano in realtà girate a Ceuta, enclave spagnola in Marocco.

Il video, spiega l’Amministrazione comunale riccionese in una nota, ha superato le 700mila visualizzazioni, raccogliendo numerosi commenti offensivi, aggiungendosi agli altri contenuti pubblicati contro Riccione dallo stesso profilo che hanno totalizzato oltre 2 milioni di visualizzazioni.

La reazione del Comune di Riccione

«Di fronte all’arroganza di chi insulta Riccione e i suoi valori fondanti, la risposta della città si traduce nella ferma tutela della propria storia, osserva nella nota la sindaca, Daniela Angelini, non indietreggiamo di un millimetro e, come ampiamente annunciato, abbiamo conferito il mandato legale all’avvocato Maresi, per difendere la nostra città che è da sempre una città dell’accoglienza, dell’ospitalità e del rispetto, e non permetterà mai che il colore della pelle delle persone venga strumentalizzato per fare becera propaganda, infangando nel contempo il nostro nome. Andremo fino in fondo per ottenere il risarcimento dei danni all’immagine e al brand turistico della città, che abbiamo deciso di destinare interamente al fondo comunale per il sostegno agli affitti delle famiglie in maggiore difficoltà economica».

La sindaca aveva già chiesto al vice premier Matteo Salvini di prendere le distanze da quel contenuto e ordinarne la rimozione. «Se la pagina è ufficiale della Lega, come chiunque è portato a ritenere vedendola e considerando che è tra le sole 27 che il leader del partito segue, mi auguro che il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini prenda subito le distanze da quel contenuto, si scusi ufficialmente con la città di Riccione e ne ordini l’immediata rimozione. Qualora invece, paradossalmente, non fosse un canale a lui direttamente riconducibile, ci si troverebbe di fronte a un grave episodio di manipolazione e il vicepresidente del Consiglio dovrebbe fare subito tutto ciò che è in suo potere per tutelare l’immagine del suo partito oltre che l’onore della città di Riccione, sporgendo le dovute denunce e mettendo fine a questa vergogna. In assenza di un’azione tempestiva in una direzione o nell’altra, dimostrerebbe di non essere adeguato a ricoprire un ruolo istituzionale di così grande responsabilità per il nostro Paese», ha comunicato la sindaca sulle sue pagine ufficiali.

La risposta della Lega

Sul caso era intervenuto anche il deputato leghista Jacopo Morrone che aveva definito il video come «una semplice provocazione», «un meme» riguardo la gestione dei flussi migratori. Anche in questo caso, il Come di Riccione ha risposto respingendo la lettura fornita dal leghista. «Definire una “semplice provocazione” un contenuto discriminatorio che ha fatto il giro d’Italia infangando il nome della nostra comunità è un atto di irresponsabilità politica e istituzionale che non siamo disposti a far passare in silenzio. Chi lede l’immagine della nostra città deve assumerne la responsabilità anche in sede legale», ha concluso la sindaca Angelini.


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