Un ronzio improvviso, quasi irreale, mentre ci si trova sulla cima di una montagna. Non è un semplice rumore provocato dal vento o dall’attrezzatura: può essere uno degli ultimi segnali di allarme prima di un fulmine. È quanto documentato in un video girato in Messico, dove un alpinista registra un intenso crepitio riconducibile a una scarica a corona, fenomeno elettrico associato al cosiddetto Fuoco di Sant’Elmo.
Un fenomeno raro e pericoloso
La scena mostra una situazione potenzialmente estremamente pericolosa. Quando tra le nubi temporalesche, in particolare i cumulonembi, e una vetta si sviluppa una forte differenza di potenziale elettrico, l’aria intorno agli oggetti più esposti può iniziare a ionizzarsi. Il risultato può essere proprio quel caratteristico ronzio o crepitio elettrico percepibile anche attraverso l’attrezzatura da montagna.
Il fenomeno prende il nome di scarica a corona, o corona discharge, e può essere accompagnato da una debole luminescenza bluastra conosciuta come Fuoco di Sant’Elmo. Si tratta di un plasma che si forma quando il campo elettrico diventa sufficientemente intenso, una condizione che può verificarsi durante un temporale.
I segnali da non sottovalutare
Il ronzio, tuttavia, non è l’unico segnale da non sottovalutare. Formicolio sulla pelle, capelli che si rizzano e rumori provenienti da oggetti metallici, come bastoncini da trekking, piccozze o ramponi, possono indicare la presenza di un campo elettrico particolarmente intenso. In alta montagna rappresentano campanelli d’allarme che richiedono una reazione immediata.
La presenza di questi fenomeni significa infatti che il temporale è già molto vicino e che la zona in cui ci si trova presenta un elevato rischio di fulminazione, comprese possibili scariche dirette o laterali.
Cosa fare se si percepiscono i segnali
In una situazione del genere la priorità è abbandonare immediatamente la vetta, la cresta o qualsiasi altro punto particolarmente elevato ed esposto, cercando di raggiungere una quota inferiore e un terreno meno vulnerabile, senza però compromettere la propria sicurezza durante la discesa.
Anche l’attrezzatura richiede particolare attenzione. Pali e altri oggetti metallici appuntiti possono favorire la concentrazione del campo elettrico. Nel video girato in Messico, continuare a registrare mentre si tengono sollevati dei bastoncini metallici espone quindi il protagonista a un rischio significativo.
Se non è possibile scendere immediatamente, è importante non sdraiarsi a terra. La posizione indicata in queste circostanze consiste nell’accovacciarsi sui piedi, mantenendo i talloni vicini, la testa abbassata e riducendo al minimo la superficie del corpo a contatto con il terreno. L’obiettivo è limitare anche il rischio legato alla cosiddetta corrente di passo.
Il principio fisico e la prudenza
Dal punto di vista scientifico, il fenomeno osservato è compatibile con ciò che può verificarsi quando il campo elettrico atmosferico raggiunge livelli molto elevati. Le scariche a corona tendono infatti a concentrarsi soprattutto intorno a punte e spigoli, proprio come quelli presenti su bastoncini, antenne e altra attrezzatura utilizzata in montagna.
Senza ulteriori elementi non è possibile confermare tutti i dettagli relativi allo specifico episodio avvenuto in Messico. Il principio alla base della scena, però, è reale: sentire un ronzio elettrico, avvertire formicolii o vedere i capelli rizzarsi durante un temporale in montagna può indicare una situazione di grave e immediato pericolo.
Continuare a rimanere sulla vetta, soprattutto tenendo sollevati oggetti metallici per registrare il fenomeno, significa esporsi ulteriormente. Il protagonista del video, considerando le condizioni descritte, può quindi ritenersi estremamente fortunato.
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