Una stella gigantesca con un grande buco nero al centro. È il sorprendente oggetto astrofisico individuato nell’Universo primordiale che potrebbe aiutare gli scienziati a risolvere uno dei misteri emersi dalle osservazioni del telescopio spaziale James Webb: la natura degli enigmatici puntini rossi osservati ai confini dell’Universo.
Gli autori dello studio, pubblicato sulla rivista Nature sotto la guida di Rohan Naidu, del Massachusetts Institute of Technology (Mit), lo hanno definito una «stella-buco nero». Alla ricerca ha partecipato anche l’italiano Sirio Belli, dell’Università di Bologna.
Il mistero dei puntini rossi
L’Universo è popolato da oggetti enormi, violenti e potentissimi, alcuni dei quali rappresentano ancora veri enigmi per l’astrofisica. Non sempre, infatti, è possibile comprenderne con certezza la natura e soprattutto ricostruirne l’origine.
A questi misteri si sono aggiunti negli ultimi tempi alcuni anomali puntini rossi individuati dal telescopio James Webb, il più potente mai realizzato, nelle immagini dell’Universo più profondo e remoto, risalente a poche centinaia di migliaia di anni dopo il Big Bang.
Proprio in una di queste osservazioni è stato individuato un nuovo punto rosso, questa volta più grande e luminoso rispetto agli altri. Caratteristiche che hanno consentito agli scienziati di studiarlo più nel dettaglio.
Una massa cento mila volte quella del Sole
Dalle analisi è emerso un oggetto dalle caratteristiche sorprendenti. Sarebbe simile a un’enorme stella con una massa 100.000 volte superiore a quella del Sole, ma allo stesso tempo emetterebbe una quantità anomala di energia, molto simile a quella prodotta dai buchi neri.
Una combinazione apparentemente difficile da spiegare che, secondo lo studio, potrebbe trovare risposta nell’esistenza, durante le prime fasi dell’Universo, di stelle gigantesche oggi scomparse, costituite esclusivamente da idrogeno.
Il nuovo corpo celeste potrebbe quindi rappresentare un particolare ibrido tra una stella gigantesca e un grande buco nero centrale.
La possibile soluzione alle immagini di James Webb
Secondo i ricercatori, anche i numerosi puntini rossi osservati finora dal telescopio spaziale James Webb potrebbero avere caratteristiche simili.
Se questa ipotesi fosse confermata, la scoperta rappresenterebbe una novità importante per l’astrofisica e potrebbe contribuire a spiegare anche la formazione di altri giganteschi oggetti cosmici.
Le stelle-buco nero potrebbero infatti offrire nuovi indizi sull’origine di alcuni quasar e dei buchi neri supermassicci, corpi celesti sulla cui formazione rimangono ancora molti interrogativi.
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