L’ondata di caldo estremo continua a stringere nella sua morsa l’Italia. Sabato 19 luglio saliranno a 19 le città da bollino rosso, il livello massimo di allerta previsto dal Ministero della Salute per le temperature elevate. Intanto emergono nuovi dati sugli effetti delle alte temperature: giugno 2026 è stato il secondo mese di giugno più caldo mai registrato, mentre l’Organizzazione mondiale della sanità lancia un nuovo allarme sui decessi legati al caldo in Europa.
Secondo il bollettino del Ministero della Salute, oggi sono 16 le città in allerta rossa, mentre sabato diventeranno 19. Alle città già interessate, Torino, Milano, Brescia, Genova, Bologna, Firenze, Perugia, Viterbo, Rieti, Roma, Frosinone, Latina, Pescara, Campobasso, Cagliari e Palermo, si aggiungeranno anche Ancona, Civitavecchia e Catania.
La risposta delle autorità sanitarie
Di fronte al protrarsi dell’emergenza, il Ministero della Salute ha convocato una nuova riunione della Cabina di regia interistituzionale, prevista dal Piano operativo nazionale sugli effetti del caldo. Durante l’incontro sono stati analizzati, con il supporto del Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio (DEP), i dati relativi al periodo compreso tra il 25 maggio e il 30 giugno. Dall’analisi è emerso che, sia a livello globale sia europeo, giugno 2026 è stato il secondo mese di giugno più caldo di sempre.
Caldo in Italia: Torino tra le città più colpite
I sistemi di allerta hanno segnalato condizioni di rischio di livello 2 e 3, corrispondenti ai bollini arancione e rosso, dal 18 giugno fino alla fine del mese. In media sono stati registrati 10 giorni di allerta al Nord, 10 al Centro e 4 al Sud.
Particolarmente critica la situazione di Torino, che nel periodo di riferimento ha totalizzato 23 giorni con livelli di allerta 2 e 3, pari al 63% dei giorni considerati.
L’analisi della sorveglianza sulla mortalità giornaliera della popolazione over 65 evidenzia un eccesso medio di mortalità del 3%, un dato definito contenuto anche rispetto a quanto osservato in altri Paesi europei. Tuttavia, durante la seconda e più intensa ondata di calore, tra il 18 e il 30 giugno, è stato confermato un eccesso statisticamente significativo della mortalità tra gli over 65 a Torino.
Lo studio del DEP Lazio ha inoltre rilevato che, a livello nazionale, l’aumento della mortalità è concentrato soprattutto tra gli over 85, i cosiddetti grandi anziani.
Oltre mille chiamate al numero 1500
I dati relativi agli accessi nei Pronto Soccorso non mostrano variazioni particolarmente rilevanti, ad eccezione di lievi incrementi registrati a Venezia, Milano e Palermo.
Il numero di pubblica utilità 1500 del Ministero della Salute ha già ricevuto oltre mille chiamate, con un picco durante i giorni caratterizzati dalle ondate di calore. A contattare maggiormente il servizio sono gli over 65, soprattutto da Lazio, Lombardia e Piemonte.
Le richieste di primo livello riguardano principalmente i bollettini sul caldo e gli effetti delle alte temperature sulla salute, mentre quelle di secondo livello sono legate soprattutto a problemi psicosociali e disturbi cardiocircolatori.
L’allarme dell’OMS: quasi 10 mila morti in eccesso
Sul fronte europeo, l’Organizzazione mondiale della sanità segnala che il bilancio dell’estate è ancora provvisorio, ma i dati raccolti in appena cinque Paesi indicano quasi 10.000 decessi in eccesso attribuibili al caldo.
«Quasi 10.000 decessi in eccesso e l’estate non è ancora finita», afferma Hans Henri P. Kluge, direttore regionale dell’OMS per l’Europa. «Non si tratta di una catastrofe naturale e si ripete ogni anno perché troppi governi continuano a considerare il caldo come un fenomeno meteorologico anziché un’emergenza sanitaria. Gli strumenti per prevenire la maggior parte di questi decessi esistono».
Kluge ricorda inoltre che l’Europa è la regione del mondo che si sta riscaldando più rapidamente. Negli ultimi quattro anni il caldo ha provocato oltre 200.000 vittime, mentre la mortalità correlata alle alte temperature è aumentata del 30% negli ultimi vent’anni.
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