29.10.2026
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Science

perché gli esperti parlano di emergenza. «Piove e ci sono ghiacciai»


L’Antartide sta vivendo un’anomalia climatica senza precedenti per il periodo invernale. Nei primi giorni di giugno, in alcune aree della Penisola Antartica le temperature hanno superato i 15 gradi centigradi, stabilendo nuovi record stagionali e alimentando le preoccupazioni della comunità scientifica sugli effetti del cambiamento climatico.

L’allarme degli esperti

Il dato più impressionante è stato registrato presso la base argentina Esperanza, dove il termometro ha raggiunto i 15,4 gradi. Si tratta di una temperatura eccezionalmente elevata per il mese di giugno nell’emisfero australe, superiore di circa 20 gradi rispetto alle medie climatiche del periodo. L’evento si inserisce in un’ondata di caldo durata diverse settimane, durante la quale le temperature massime giornaliere sono rimaste costantemente sopra lo zero.

Anche altre stazioni meteorologiche della regione hanno registrato valori anomali, favoriti dall’arrivo di forti correnti d’aria calda provenienti da nord. In alcune zone normalmente ricoperte da neve e ghiaccio, i ricercatori hanno osservato ampie superfici di terreno scoperto, un fenomeno insolito per questa fase dell’anno.

Sull’isola di King George, a circa 160 chilometri dalla base Esperanza, gli scienziati hanno segnalato la scomparsa del tradizionale manto nevoso che in questo periodo raggiunge generalmente diversi centimetri di spessore. Persino alcuni ghiacciai locali hanno mostrato segni di fusione a causa delle temperature elevate e delle precipitazioni piovose registrate in quota.

I mari a rischio

Gli esperti sottolineano che un singolo episodio di caldo estremo non è sufficiente, da solo, a determinare un innalzamento significativo del livello dei mari. Tuttavia, la crescente frequenza di questi eventi rappresenta un segnale preoccupante di una tendenza climatica di lungo periodo.

Secondo gli studiosi, fenomeni simili stanno diventando sempre più comuni dagli anni Ottanta e sarebbero collegati al riscaldamento globale causato dalle attività umane.

Le preoccupazioni riguardano soprattutto il futuro dei grandi ghiacciai antartici, alcuni dei quali vengono considerati vicini a punti di non ritorno che potrebbero accelerare l’innalzamento degli oceani nei prossimi decenni. Gli scienziati ribadiscono che la riduzione delle emissioni di gas serra sarà determinante per limitare gli effetti più gravi della crisi climatica e preservare gli ecosistemi del continente più freddo del pianeta.


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