UniCredit resta alla finestra del nuovo risiko bancario italiano. Mentre il mercato osserva l’intensificarsi delle operazioni che stanno ridisegnando gli equilibri del settore, Andrea Orcel esclude, almeno per ora, un coinvolgimento diretto di Gae Aulenti. «Ci muoveremmo in Italia se vedessimo una buona opportunità, ma al momento non la vediamo», ha dichiarato l’ad, intervenendo alla Mediobanca Ceo Conference, raffreddando le ipotesi su possibili mosse nel consolidamento domestico.
Il prezzo non si tocca
C’è da dire che lui è molto abbottonato e che, in almeno tre occasioni passate, dopo queste frenate, si è mosso in contropiede. Il banchiere ha sottolineato come UniCredit stia vivendo una fase inedita rispetto alle grandi partite di aggregazione che attraversano il sistema creditizio nazionale. Di fronte alla nuova ondata di operazioni che coinvolge anche Mps, il gruppo si considera infatti «solo un osservatore». Con una punta di ironia, Orcel ha spiegato che la banca si sta «divertendo abbastanza a essere solo un osservatore, per la prima volta, nell’M&A italiano», definendo «molto interessante» l’evoluzione del quadro competitivo.
L’attenzione strategica di UniCredit resta concentrata sulla Germania e Commerzbank, entrata nella fase conclusiva dopo il successo dell’Ops che ha portato l’istituto a detenere il 42,5%. Per Orcel si tratta di un’operazione dal valore storico, destinata a rappresentare «una delle migliori transazioni che si possano realizzare in Europa».
Secondo il banchiere, l’esito dell’offerta rende oggi più probabile uno scenario di controllo rispetto a quanto apparisse nelle fasi iniziali del progetto. «All’inizio era improbabile, ora è più probabile che ci arriveremo, ma lo sapremo alla fine e non voglio speculare», ha affermato, rimarcando come ogni valutazione definitiva dipenderà dalla conclusione del processo. Orcel ha inoltre risposto alle richieste di un possibile rilancio dell’offerta, escludendo di netto questa ipotesi.
La posizione
«L’Ops non è modificabile e chi sostiene il contrario non conosce la legge», chiarendo che il quadro normativo non consente cambiamenti ai termini dell’operazione nella fase attuale. Un messaggio diretto al mercato e agli osservatori che nelle ultime settimane avevano ipotizzato margini per un incremento del corrispettivo al fine di accelerare il percorso verso il controllo della banca tedesca.
Nella visione di UniCredit, l’integrazione tra Commerzbank e Hvb, la controllata tedesca del gruppo, consentirebbe di creare un operatore di dimensioni rilevanti in un mercato che continua a essere fortemente frammentato. Orcel ha evidenziato la complementarità dei due marchi e delle rispettive aree di presenza: Hvb mantiene una posizione particolarmente solida nel Sud della Germania, mentre Commerz è maggiormente radicata nelle regioni centrali, con entrambe attive anche nel Nord del Paese.
Il ceo ha inoltre respinto le preoccupazioni relative a un possibile impatto sulla concorrenza. La combinazione delle due realtà determinerebbe una quota di mercato pari all’8,5% sul mercato tedesco e una presenza stimata tra il 13% e il 14% nel segmento delle medie imprese. Numeri che, secondo Orcel, non limiterebbero in alcun modo le possibilità di scelta della clientela. Da Francoforte ricordano all’Ops ha aderito solo l’1% di investitori non legati a Gae Aulenti.
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