Con l’inverno agli sgoccioli e le giornate più miti e soleggiate in arrivo, sta per arrivare il momento di accendere il tosaerba e mettersi al lavoro. Secondo Thomas Clarke, capo giardiniere di Exbury Gardens, uno dei giardini più belli e curati del Regno Unito, «Il periodo migliore per iniziare a tagliare l’erba è – infatti – tra metà marzo e metà aprile».
C’è da considerare però che il giardiniere prende come temperature di riferimento quelle che si vivono oltremanica, dove l’inverno tende a salutare più tardi. L’esperto spiega che, prima di rivitalizzare il proprio prato, bisogna aspettare che il rischio delle ultime gelate sia passato e che le temperature si mantengano costantemente intorno ai 10°C. Cosa che in gran parte di Italia si verifica già da qualche settimana.
Cosa succede se si taglia troppo presto?
Secondo Clarke, se si affretta il lavoro, si rischia di tagliare la nuova crescita. «L’erba cresce dal basso verso l’alto, quindi i nuovi germogli si sviluppano in basso, vicino al terreno», spiega. «Se la si taglia troppo corta in questa fase, si rischia di danneggiare i nuovi germogli e di stressare il prato. Spesso non fa abbastanza caldo perché l’erba cresca correttamente, il che significa che non riesce a riprendersi rapidamente. Tagliarla troppo bassa prima che inizi a crescere attivamente crea opportunità per erbacce e muschio di attecchire, e aumenta il rischio di ingiallirla, condizione mai bella da vedere».
Qual è la giusta frequenza per tagliare l’erba?
«In genere, una volta effettuato il primo taglio, bisognerebbe falciare l’erba ogni due o tre settimane», rivela Clarke. «È importante mantenere l’erba a un’altezza relativamente alta durante marzo e aprile per evitare il «taglio a scalpello«, ovvero i danni causati dalla recisione troppo bassa dell’erba. Il segreto per un prato sano e folto è tagliarlo poco ma spesso, sottolineando che, poiché l’erba cresce dalla base, tagliarla regolarmente può effettivamente stimolarne la crescita e il raddensamento. Un ultimo consiglio utile: durante il primo o secondo taglio, si dovrebbe tagliare massimo un terzo dell’altezza di ogni singolo filo d’erba».
Il problema delle erbacce e come risolverlo
Un tipico problema con l’arrivo della primavera è l’eccessiva crescita di erbacce fastidiose, che impediscono al prato di rinsavire dopo mesi di freddo. Per eliminarle, prima di ricorrere al diserbante, potreste provare un approccio che non prevede l’uso di sostanze chimiche. Secondo gli esperti di agricoltura dell’Università della Pennsylvania, la crescita di flora indesiderata può essere effettivamente controllata dal modo in cui si taglia l’erba.
Tanner Delvalle, ex professore di orticoltura presso l’università statunitense, spiega: «Pensate al manto erboso come a una foresta. Quando una foresta viene disboscata, centinaia di piante diverse crescono rapidamente, competendo per la luce solare e i nutrienti del terreno. Con il passare del tempo e con l’aumento delle dimensioni degli alberi, crescono meno erbacce e altre piante, consentendo agli alberi di proliferare.
Questo stesso concetto si applica al manto erboso». Fili d’erba più lunghi coprono le erbacce e i loro semi dal sole, impedendo loro di crescere e di sottrarre nutrienti al terreno.
L’importanza della manutenzione
L’esperto ricorda anche di tenere a mente lo stato di usura delle lame del proprio tosaerba, perché quando queste sono eccessivamente smussate, si corre il rischio di tagliare l’erba in modo non uniforme, aumentando la proliferazione di erbacce. Bisogna quindi essere sicuri che lo strumento sia in buone condizioni e regolato in modo da non tagliare l’erba troppo corta.
Delvalle suggerisce inoltre di utilizzare una lama mulching, che genera due vortici d’aria che ruotano in direzione opposta, sminuzzando finemente l’erba, e soprattutto di lasciare l’erba tagliata direttamente sul prato invece di insacchettarla. Questo perché: «L’erba tagliata è una fonte di azoto e altri nutrienti che il manto erboso può riutilizzare durante tutto l’anno. Considerate l’erba tagliata come un fertilizzante gratuito» conclude.
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