Il Ministero della Difesa italiano sta valutando la possibilità di aumentare il personale militare di oltre il 60% nei prossimi 18 anni, con un costo stimato di circa sei miliardi di euro (7 miliardi di dollari), secondo un documento visionato da Reuters. La proposta è stata elaborata da esperti militari ed è stata presentata questa settimana al ministro della Difesa Guido Crosetto, gettando le basi per un ambizioso piano di riforma delle forze armate che dovrebbe essere presentato entro la fine di marzo.
L’aumento dei soldati italiani, il piano
Gli esperti hanno raccomandato di aumentare il numero complessivo del personale di esercito, marina e aeronautica dagli attuali 170.000 a 275.000, includendo una riserva di 15.000 uomini. L’anno scorso, i Paesi della Nato hanno concordato di aumentare la spesa per la difesa al 5% della produzione nazionale sotto la pressione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Una sfida per l’Italia. L’anno scorso la Nato ha stimato che l’Italia ha speso il 2,01% del suo prodotto interno lordo (PIL) per la difesa. Secondo la nuova proposta, che non è ancora stata definita e dovrà essere approvata dal Parlamento, l’aumento del personale avverrà gradualmente entro il 2044, con un aumento dei costi del personale a quasi 15 miliardi di euro dagli attuali 8,8 miliardi. Crosetto ha promesso lo scorso anno che l’Italia avrebbe raggiunto il nuovo obiettivo del 5% entro il 2035. Tuttavia, è probabile che il governo incontrerà una forte opposizione a un aumento così radicale, con i critici che sostengono che i fondi sarebbero meglio spesi per la sanità e l’istruzione.
Crosetto: «Definire nuovo modello di difesa»
«L’obiettivo è quello di definire un modello di difesa coerente con l’esigenza di sicurezza del Paese ma soprattutto con l’evoluzione dello scenario internazionale. Il lavoro in corso si concentra in particolare sul rafforzamento delle capacità operative, sulla semplificazione delle procedure e sull’organizzazione del personale. Per quanto riguarda le tempistiche il mio intendimento sarebbe quello di sottoporre il testo del disegno di legge all’esame del consiglio dei ministri entro il mese di marzo 2026, così da consentire il successivo avvio del necessario esame parlamentare». Le parole del ministro della Difesa Guido Crosetto durante il question time alla Camera del 18 febbraio. L’esponente di governo ha spiegato che il disegno di legge «non è ancora stato presentato al Parlamento e attualmente è oggetto di approfondimento. Proprio il comitato strategico a cui si fa riferimento sta svolgendo il compito di elaborare gli elementi fondanti della riforma futura, lavorando alla definizione del nuovo modello di organizzazione e di impiego dello strumento militare quale base del successivo intervento normativo. Ho rappresentato a tutte le forze politiche, quindi anche all’onorevole Lupi attraverso una comunicazione formale — ha chiarito Crosetto — gli obiettivi del disegno che è ancora in fase di elaborazione, il comitato strategico che lo sta portando avanti e le tempistiche previste per la presentazione del provvedimento. Le forze armate sono state coinvolte a pieno titolo nel processo, affinché la proposta possa valorizzare pienamente soprattutto la loro esperienza operativa. Ecco perché questa riforma, quando sarà discussa in Parlamento — ha concluso — non dovrà essere spiegata dal ministro pro tempore della Difesa ma dagli uomini e dalle donne della Difesa che conoscono i limiti attuali, le necessità reali e possano spiegare direttamente all’organo legislativo i contenuti e le motivazioni per cui viene chiesta».
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