29.10.2026
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Politics

«L’Italia al Board per Gaza nel rispetto dell’articolo 11». Proteste dalle opposizioni


L’Italia parteciperà come Paese osservatore alla prima riunione del “Board of Peace per Gaza”, in programma giovedì a Washington, su invito del presidente americano Donald Trump. Ad annunciarlo è stato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervenendo alla Camera dei deputati per riferire sulla decisione del governo.

Secondo Tajani, l’assenza dell’Italia «a un tavolo in cui si discute di pace, sicurezza e stabilità nel Mediterraneo sarebbe non solo politicamente incomprensibile, ma anche contraria alla lettera e allo spirito dell’articolo 11 della Costituzione italiana, laddove sancisce il ripudio della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie».

Il titolare della Farnesina ha definito la scelta dell’esecutivo «una soluzione equilibrata e rispettosa dei nostri vincoli costituzionali», sottolineando che la presenza italiana avverrà in qualità di osservatore, proprio per mantenere un profilo coerente con i principi costituzionali e con la tradizionale linea diplomatica del Paese in Medio Oriente.

La posizione del governo su Cisgiordania e due Stati

Nel suo intervento, Tajani ha affrontato anche il tema delle tensioni in Cisgiordania, condannando le aggressioni attribuite a «coloni estremisti» israeliani e ribadendo che il governo italiano «condanna ogni tentativo di annessione della Cisgiordania».

«Sono tentazioni — ha dichiarato — che rischiano di pregiudicare la prospettiva dei due Stati», riaffermando così la posizione italiana a favore di una soluzione negoziata che preveda la coesistenza di Israele e Palestina come Stati sovrani.

Le proteste delle opposizioni

L’annuncio ha però suscitato critiche e proteste tra i banchi dell’opposizione.

Alcuni gruppi parlamentari hanno espresso perplessità sulla natura e sulle finalità del Board, chiedendo maggiore trasparenza sui contenuti dell’iniziativa e sugli impegni che l’Italia potrebbe assumere anche in veste di osservatore.

Le opposizioni hanno inoltre sollevato dubbi sull’opportunità politica della partecipazione, temendo che possa essere interpretata come un allineamento automatico alle scelte dell’amministrazione americana. In Aula non sono mancati momenti di tensione durante la comunicazione del ministro.


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