29.10.2026
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Politics

Canale aperto anche con Macron, a metà aprile il vertice a Tolosa


ROMA A metà aprile a Toulouse, nota anche come la “città rosa” per via dei suoi edifici patrimonio mondiale dell’Unesco. La location, per giunta, è già stata decisa: l’imponente polo aerospaziale alla periferia della cittadina, sorto sull’ex pista storica di Montaudran.

È lì che si celebrerà il vertice Italia-Francia, non un semplice bilaterale tra Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron, ma un evento con la “e” maiuscola, con stuole di ministri al seguito, come si erano ripromessi i due leader a giugno scorso, quando monsieur lePrésident era venuto a Roma per incontrare “Giorgià” e ricucire dopo l’ennesimo incidente di una serie così lunga che degli inciampi si è ormai perso il conto da un pezzo.

Canale aperto anche con Macron

«Pochi nemici buona politica», amava ripetere Giulio Andreotti. E dopo 3 anni e quattro mesi alla guida del governo, Meloni sembra aver appreso appieno la lezione. Da un lato stringe i bulloni dell’alleanza con il cancelliere tedesco Friedrich Merz — con buona pace di un Macron in affanno — puntellando l’asse Roma-Berlino per lei prioritario in questa fase. Dall’altro cerca di preservare i rapporti con Parigi, per quanto possibile tra innegabili sgambetti e passi falsi. Perché la France est la France e non la si può ignorare, tanto più in tempi complicati come questi, con una guerra su scala mondiale combattuta a pezzi e la difficile convivenza con gli Usa a guida Donald Trump.

Gli interessi da tutelare

Troppi poi gli interessi comuni da tutelare — si pensi all’iniziale gioco di squadra sul Mercosur, alle posizioni sovrapponibili sull’uso degli asset russi, all’impostazione simile sul ricorso al debito comune europeo, tutti dossier urticanti per i tedeschi — per cedere alla tentazione di ignorarsi, sempre negata da ambo le parti ma palpabile, perché, dopotutto, «l’invisibile è visibile agli occhi», per dirla alla francese. Del resto basterebbe mettere insieme qualche scontro e frizione — o qualche memorabile fotogramma — per arrivare alla prova.

I lavori preparatori

Fatto sta, che un incontro a livello diplomatico per preparare il vertice di Tolosa si è tenuto già: il 30 gennaio scorso a Parigi si è infatti riunito per la prima volta il comitato strategico paritario Italia-Francia per raccogliere le idee in vista dell’appuntamento di aprile. Sul tavolo i grandi dossier da condividere: tra gli altri, spazio, difesa, energia, nuove tecnologie nonché la partita transfrontaliera, che si traduce in trafori, collegamenti e, in soldoni, un business che muove miliardi.

Il precedente nel 2020

Per tornare all’ultimo vertice Italia-Francia bisogna riportare indietro le lancette dell’orologio al 2020, al summit tenuto a battesimo da Macron, sempre lui, e dall’allora premier Giuseppe Conte, oggi alla testa di un M5S all’opposizione. L’Italia era a pochi giorni dal lockdown in cui sarebbe precipitata, i contagi la rendevano già «l’attenzionata» d’Europa. Macron decise comunque di non mancare l’appuntamento, con ben 11 ministri al seguito approdati in una Napoli assolata. E non rinunciò nemmeno al bagno di folla per ammirare il Cristo velato, capolavoro che il mondo intero ci invidia. A Tolosa ad aprile si ripete, con tanti guai su scala mondiale ma senza l’ombra di pandemie da scongiurare, almeno questo. E con rapporti commerciali ed economici che restano comunque solidi, impermeabili alle nuvole che spesso si addensano sulla rotta Roma-Parigi.

L’interscambio

Nei primi nove mesi del 2025, il valore dell’interscambio commerciale si è attestato a 84 miliardi di euro, con un saldo positivo per l’Italia pari a 14,6 miliardi. Negli stessi mesi, l’export verso la Francia ha registrato un balzo in avanti del 6,2%, per un valore di 49,3 miliardi di euro.

L’Italia ha aumentato anche il volume delle importazioni dai cugini francesi: 346 miliardi, con un +6% rispetto ai primi 9 mesi del 2024. Senza dimenticare che la Francia è il primo Paese per stock di investimenti in Italia, per un volume di circa 100 milioni l’anno. Ben 2.514 le imprese a controllo francese che operano nel nostro paese e che contano circa 340 mila occupati all’attivo. Numeri che valgono ben più di un brindisi, se con champagne o spumante è tutto da vedere.


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