29.10.2026
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Science

James Van Der Beek, morto l’attore di Dawson’s Creek. La lunga battaglia con il cancro dell’eterno sognatore dal finale triste


Il suo volto ha incarnato le fragilità della generazione di frontiera, quella dei nati a cavallo tra il primo e il secondo millennio, figli del tramonto del Novecento e dell’alba del futuro digitale. Il sognatore Dawson della serie tv Dawson’s Creek — sei stagioni, 128 episodi, in Italia dal 2000 al 2003 – ha rappresentato per i millennials ciò che l’ombroso Luke Perry di Beverly Hills 90210 (1990) e il sarcastico Matthew Perry di Friends (1994) sono stati per i loro fratelli maggiori. Specchi, riferimenti. Icone.

E dunque , quando è arrivata la notizia della morte di Dawson, ovvero l’attore James Van Der Beek, ucciso da un tumore a soli 48 anni, il cuore di una generazione intera si è fermato. E anche i millennials sono diventati grandi. 
 

IL RICORDO
«Il nostro amato James David Van Der Beek se n’è andato serenamente questa mattina», hanno scritto sui social i suoi familiari. «Ha affrontato i suoi ultimi giorni con coraggio, fede e grazia». Nel 2024 l’attore aveva reso nota la diagnosi di cancro al colon: lo scorso settembre aveva disertato per motivi di salute la “reunion” del cast di Dawson’s Creek al Richard Rodgers Theatre di New York (al suo posto era intervenuta la moglie, Kimberly Brook, da cui ha avuto sei figli). E di recente aveva messo all’asta i cimeli del telefilm, per pagarsi le cure: «Ho conservato questi tesori per anni, aspettando il momento giusto», aveva detto. «E con tutti i colpi di scena inaspettati che la vita ha presentato di recente, è chiaro che il momento è ora».

Nato nel Connecticut da una famiglia di origini olandesi, Van Der Beek aveva iniziato a recitare a soli tredici anni e già a 21 aveva incontrato il ruolo di Dawson, quello che gli avrebbe cambiato la vita, nella serie scritta da Kevin Williamson (poi celebre sceneggiatore della saga di Scream). Un ruolo cui aderì al punto di non uscirne più: dopo il 2000 fece teatro, tanta fiction (la più recente, Pose), persino cinema. Ma per tutti, era sempre lui: Dawson.
 

https://www.youtube.com/watch?v=eQ3LXGM9c7s

IL PERSONAGGIO 
Il punto è che Dawson era il sognatore per eccellenza. Quello che amava la ragazza con cui era cresciuto (Joey Potter, interpretata da Katie Holmes), quello un po’ ingenuo che credeva nel lieto fine. Quello che il suo lieto fine poi l’ha avuto davvero, anche se era molto diverso da come se lo aspettava. La scena finale di Dawson’s Creek riassume tutte le speranze ma anche le disillusioni di una generazione intera: Dawson telefona all’amore della sua vita mentre lei è ormai felicemente fidanzata con uno dei suoi migliori amici (l’attore Joshua Jackson), per comunicarle di aver realizzato il sogno della sua vita, incontrare Steven Spielberg e iniziare una carriera come regista. Gioie e delusioni, lacrime di gioia e di dolore. In una parola: l’adolescenza. 

Dawson’s Creek metteva in scena la fiaba che in tanti, qui in Italia come nel resto del mondo, avrebbero voluto vivere, senza però tralasciare la vita vera. Ognuno riconosceva nel proprio gruppo di amici i personaggi di quella serie (molto meno patinata della “cugina” Beverly Hills), tutti ritrovavano nei propri luoghi un angolo di Capeside, la cittadina sulla baia che faceva da sfondo alla storia. “Creek”, “baia” appunto: ma anche, in inglese, “tumulto”. Un riferimento all’età più tormentata di tutte. 

LA FINESTRA
Tutti hanno avuto un proprio Dawson o una propria Joey, il ragazzino o la ragazzina con cui sognavano di condividere l’esistenza, senza sapere che la vita era appena cominciata e che si sarebbe messa in mezzo con i suoi imprevisti, i drammi e le scoperte. James Van Der Beek aveva continuato a incarnare quel personaggio, nonostante la sua vita gli avesse fatto tante sorprese. Il ricordo, nonostante tutto, ce lo restituirà nei panni di quel ragazzino biondo, timido e forse fin troppo sensibile, che si intrufolava di nascosto nella stanza della sua migliore amica passando dalla finestra. Con una storia ancora da scrivere e tanti sogni da realizzare.


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