29.10.2026
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Economy

Stellantis, addio a Termoli la gigafactory non si farà


La notizia era nell’aria da tempo. Ma adesso è ufficiale: la Gigafactory di Termoli, in Molise, non si farà. Automotive Cells Company, la joint venture tra Stellantis, Mercedes e Total, ha comunicato la decisione di abbandonare i progetti per la costruzione di Gigafactory in Italia e in Germania. Per Acc «non ci sono le condizioni per proseguire». Insomma, i lavori nei siti di Termoli e Kaiserslautern sono stati accantonati per sempre. Va avanti, invece, il sito francese di Billy-Berclau / Douvrin, che resterà il fulcro europeo della produzione e dell’innovazione tecnologica sulle batterie. Dito puntato contro Bruxelles: «Senza un sostegno immediato e mirato alla produzione locale – ha affermato in una nota Acc – l’Europa rischia di rinunciare alla propria autonomia strategica in una delle tecnologie più critiche del XXI secolo».

Sono passati quasi quattro anni, era il marzo del 2022, da quando Acc ha annunciato l’intenzione di trasformare il sito di Termoli, per oltre mezzo secolo leader nella produzione di motori e cambi, in uno dei poli europei delle batterie per auto elettriche. L’impianto avrebbe dovuto raggiungere una capacità industriale di almeno 120 gigawattora (GWh) entro il 2030.

Nell’estate del 2024 Automotive Cells Company ha sospeso il progetto, adducendo come motivazioni un rallentamento della domanda di veicoli elettrici e la necessità di rivedere la sua strategia industriale. Ora è arrivato lo stop finale. «Nell’ambito della nostra riorganizzazione industriale – ha fatto sapere Acc – non si prevede che saranno soddisfatti i prerequisiti per riavviare i progetti di Acc in Germania e in Italia, che sono in standby ormai da maggio 2024». La joint venture del gruppo Stellantis con Mercedes e Total ha assicurato che è stato «avviato un dialogo costruttivo con i sindacati» e che verrà garantita continuità ai lavoratori. Stellantis, dal canto suo, ha preso atto della decisione di Automotive Cells Company di bloccare i progetti delle gigafactory in Germania e in Italia. «Stiamo monitorando attentamente la situazione e restiamo pienamente mobilitati per valutare le implicazioni industriali e sociali di questa decisione», ha comunicato l’azienda.

«Come concordato un anno fa al Mimit, puntiamo a sostenere il Made in Italy e a garantire il futuro dello stabilimento. Agli attuali dipendenti della joint venture Acc sarà offerta la continuità lavorativa all’interno di Stellantis», ha proseguito il gruppo. La notizia dell’addio alla Gigafactory di Termoli è arrivata all’indomani del tonfo in Borsa di Stellantis, che venerdì ha perso oltre il 25%, precipitando ai minimi dal 2021, dopo aver annunciato oneri per 22,2 miliardi di euro nella seconda metà del 2025 in relazione al ridimensionamento dei piani di sviluppo dei veicoli elettrici. Come detto, non si tratta però di un fulmine a ciel sereno. «Ci è stato ufficializzato così ciò che temevamo da tempo», così hanno commentato la notizia sullo stop alla Gigafactory in Molise il segretario nazionale Uilm responsabile del settore auto, Gianluca Ficco, e il segretario generale della Uilm di Campobasso, Francesco Guida. «Il futuro – hanno aggiunto – deve essere legato alle meccaniche, ai motori e ai cambi».

I sindacati ora chiedono un incontro urgente alla direzione di Stellantis per avere risposte immediate. Per Samuele Lodi, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile settore mobilità e Ciro D’Alessio, coordinatore nazionale automotive per la Fiom-Cgil Termoli, è necessario un intervento del governo e insistere sulla necessità di condividere il piano industriale. La domanda adesso è: cosa produrrà in futuro l’impianto di Termoli? Archiviato il sogno delle batterie, torneranno al centro meccanica, motori e cambi. Sempre Stellantis: «Indipendentemente dalla strategia di investimento di Acc, il gruppo ha preso decisioni forti volte a proteggere i dipendenti in un contesto difficile per l’industria automobilistica in Europa». A Termoli, il 30 gennaio, l’azienda ha annunciato che l’arrivo della linea di produzione del cambio e-Dct è stato confermato entro la fine del 2026. «Inoltre, è previsto un investimento sui motori Gse Euro 7, garantendone la piena utilizzabilità anche dopo il 2030 sia nella gamma di prodotti attuali che in quella futura», ha ricordato Stellantis.


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