Il messaggio della normalità, fatta anche di uso dei mezzi pubblici nelle città e di sorridente passione per lo sport, è quello che trasuda dal comportamento del presidente Mattarella in questi giorni olimpici. E sui social, nelle conversazioni in famiglia, nel dibattito pubblico e anche o soprattutto tra i giovani il video del presidente, con Valentino Rossi in divisa da conducente, sul vecchio tram della linea 26 sta diventando un pezzo mitico. Spopolano commenti così: «Che commozione, il nonno che raccoglie il gioco perduto dalla bimba e glielo ridà e il primo cittadino italiano che non vede l’ora di godersi i giochi olimpici»; «Se esistesse una medaglia d’oro alla carriera, è per Sergio Mattarella»; «Sergione nostro»; «Che video, orgogliosi di essere italiani!»; «Stampiamo poster giganti di Mattarella in tram?»; «Ha già vinto le Olimpiadi della vita». E della normalità.
Perché la cosiddetta bolla ansiogena, del pessimismo e della negatività, la tendenza molto alimentata dai media a farsi schiacciare dalle situazioni mondiali e dal clima sociale, è una bolla ma anche una realtà che Mattarella sa vedere bene. E a cui crede che si debba reagire. Da qui il suo messaggio di serenità e di normalità: siamo pur sempre un Paese che vive di gesti semplici come ridare un peluche a una bimba, di sorrisi non iconici ma autentici, di giri in città e di voglia di sport.
Buona la prima!
E allora, sei giorni fa, quando gli organizzatori della cerimonia inaugurale delle Olimpiadi hanno proposto al presidente di girare questo video diventato cult, lui ha subito detto di sì. Si è improvvisato attore e non c’è stato bisogno di chissà quante riprese: buona la prima! La sua interpretazione di se stesso è risultata perfetta. E al Quirinale sono soddisfatti: si è molto divertito il presidente a partecipare a queste immagini, girate nel deposito dell’Atm. Così come con naturalezza, la naturalezza della normalità, l’umanità che fa coesione, a Monza ha trovato il tempo Mattarella di salutare e abbracciare uno per uno i ragazzi di Pizza Aut, la prima pizzeria gestita da persone affette da autismo, e s’è intrattenuto con loro parlando delle regole del tennis, della pallavolo (altro sport che adora) e del calcio, anche quello femminile.
Le tappe
Ora tutti sono in attesa di vedere il Capo dello Stato che a Verona, il 6 marzo, inaugurerà le Paralimpiadi invernali 2026. Ma intanto — accolto con un boato l’altra sera a San Siro — mercoledì e giovedì sarà a Cortina per assistere alle gare degli azzurri e visiterà Casa Italia.
Il format mattarelliano, empatico e non populistico, ottimista proprio perché consapevole che le difficoltà richiedono soluzioni e la connessione sentimentale tra istituzioni e società è una soluzione, è quello del “sono come voi, ma resto nel mio ruolo”. Ossia non c’è nella normalità di Mattarella quel gap di autorevolezza in cui altri presidenti — si pensi a Pertini — hanno rischiato di incorrere. C’è invece quella sobrietà repubblicana per cui il potere è una funzione civile e non un’esibizione. Anche quando sfrutta, ma sempre con misura e zero autocompiacimento, gli strumenti dello spettacolo.
E comunque, in questa fase ansiogena segnata da guerre vicine (Ucraina, Medio Oriente), instabilità politica europea, comunicazione isterica e urlata, il messaggio della serenità su cui punta Mattarella sembra quello giusto. E può assumere un valore esemplare in questo senso. Ossia nello spingere il numero più largo possibile di cittadini a trovare nei dati di fatto e nei parametri anche economici e sociali — poco visibili ma reali, dalla disoccupazione al minimo alla crescita che c’è — motivi di fiducia e slanci per affrontare la normalità e per migliorarla. C’è un passo molto importante in un libro di Yuval Noah Harari, «21 lezioni per il XXI secolo», in cui si legge: «La trasparenza dei dati è l’unico antidoto alla manipolazione delle masse». Ecco, la serenità è la condizione necessaria per vedere bene le cose senza farsi frastornare dal rumore propagandistico o dalle semplificazioni bugiarde, per capire quello che sta accadendo in Italia e fuori dall’Italia, e come vivere questo momento.
Forse possono appartenere al genere “pedagogia democratica” il video sul tram e tutto il resto della postura pubblica del presidente. E come genere sembra proprio che stia piacendo.
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