29.10.2026
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Politics

ristori alle aziende colpite dal ciclone Harry


Sono da poco passate le dieci del mattino quando Antonio Tajani varca l’ingresso del Palazzo d’Orléans, a Palermo. Qui, dopo giorni di tempo incerto e forti piogge, è tornato a splendere il sole. Restano ancora, invece, le preoccupazioni per quei 254 comuni siciliani colpiti dal ciclone Harry, che ha messo a dura prova cittadini e imprese. Molte dei loro rappresentanti affollano la sala conferenze dell’edificio della Regione. È solo il primo atto della missione voluta dal vicepremier che, in giornata, farà tappa anche in Calabria e Sardegna. Il copione è uguale per tutti: bilaterali con i governatori e poi faccia a faccia con i rappresentati produttivi del territorio, con al seguito le agenzie di Stato, in prima linea sul fronte dei ristori. In parallelo al lavoro sul decreto che arriverà presto in Cdm, si punta a imboccare “la via europea”: accesso alle risorse del Fondo di solidarietà e sospensione della direttiva Bolkenstein per le aziende balneari distrutte dall’alluvione.

Le misure

«L’obiettivo resta quello di raggiungere i 700 miliardi di export entro il 2027», spiega Tajani, affiancato dal governatore Renato Schifani: «Per questo la Sicilia non può rimanere indietro a causa dell’alluvione». Non è un caso che il titolare della Farnesina abbia voluto portare con sé i rappresentanti di vertice di Cdp, Cdp Venture Capital, Sace e Simest. Da loro arriva il primo pacchetto sostanzioso di aiuti diretti alle tre Regioni del meridione. Simest stanzierà 300 milioni per le imprese esportatrici delle aree colpite, da utilizzare come contributi a fondo perduto per indennizzare le perdite subite, oltre a prevedere condizioni agevolate di accesso al fondo “Transizione digitale ed ecologica” e la sospensione dei pagamenti in essere sui finanziamenti attivati mediante il Fondo 394. Simili misure di moratoria saranno previste da Sace sui finanziamenti garantiti, insieme ad ulteriori misure di dilazione dei pagamenti sui premi delle polizze Credito Fornitore e proroghe delle coperture assicurative verso clienti esteri. Se dall’ICE sono previste risorse per 15 milioni strumentali all’accesso gratuito a fiere ed attività promozionali, è da Cdp che arriverà il supporto tecnico-finanziario a meccanismi fiscali di compensazione dei danni subiti per favorire l’accesso alla liquidità delle imprese e l’attivazione con gli intermediari finanziari di specifici plafond per la ricostruzione. Da Cdp Venture, infine, strumenti a sostegno degli imprenditori per lo sviluppo e il lancio di start-up.

Resta il tasto dolente di Niscemi, dove prosegue la conta dei danni: Schifani non dà numeri precisi («La premier ci ha invitato a non dare cifre che possano essere oggetto involontario di polemiche»), ma non esita a dire che supereranno un miliardo. Da qui il secondo binario ipotizzato da Tajani: «Ho suggerito di intervenire subito con una richiesta da parte italiana del Fondo di solidarietà e poi cominciare anche a pensare di chiedere alla Commissione Ue, eventualmente, di sospendere l’applicazione della Bolkestein per le aziende distrutte dall’alluvione». Una questione di cui il vicepremier ha parlato con il ministro Tommaso Foti, e che ritorna al centro dell’incontro con gli imprenditori calabresi nel pomeriggio.

Anche a Reggio è corsa contro il tempo per dare il via alle prime misure post-emergenza: «Già da questa mattina abbiamo attivato la piattaforma a cui potranno accedere sindaci e governatori per chiedere risarcimenti», spiega Renato Occhiuto, che si sofferma sul fatto che le iniziative messe in campo potranno accelerare i tempi dei ristori. Il vero punto fermo, per molti dei presenti, d’altronde, è evitare che sia compromessa la stagione turistica alle porte.

Mano tesa

Mano tesa, a sera, anche da Alessandra Todde: «Credo che sia importante fare fronte comune e dare delle risposte: è la risposta giusta che le istituzioni devono dare. Qui, in Sardegna, il numero dei paesi coinvolti è di 144, e la conta dei danni», ammette la governatrice sarda, sta salendo: «Quello che è importante è proprio pensare, e questo sarà il nostro argomento, anche a chi non è direttamente coinvolto dal conto comunale, chi non è direttamente coinvolto dal conteggio di un’infrastruttura o di una strada», il ragionamento della pentastallata. Quando Tajani lascia il Palazzo regio di Cagliari, ormai, è scesa la sera. La fase del post-emergenza, dopo il ciclo Harry, è appena iniziata.


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