21.01.2026
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Science

Cina, scoperto giacimento d’oro da mille tonnellate nascosto a 3.000 metri di profondità: ecco quanto vale


Una scoperta incredibile è stata fatta a Wangu, nella regione di Hunan, in Cina. I geologi affermano di aver scoperto un enorme giacimento aurifero sepolto: oltre mille tonnellate d’oro per un valore stimato di circa 86 miliardi di dollari. Se questi numeri fossero confermati, il sito si collocherebbe tra i più grandi giacimenti auriferi mai documentati e potrebbe persino rivaleggiare con la storica miniera sudafricana di South Deep . 

Il tesoro nascosto

Il deposito si trova sotto le colline boscose della contea di Pingjiang, dove l’Ufficio Geologico della provincia di Hunan perfora da anni.

I funzionari segnalano oltre 40 filoni auriferi a una profondità di circa 2.000 metri che contengono già circa 300 tonnellate d’oro, ma i modelli computerizzati suggeriscono che ci siano oltre 1.000 tonnellate se si scende a 3.000 metri nel sottosuolo.

Il metodo

Gli studiosi hanno scoperto nella fattispecie delle striature d’oro che attraversano rocce ordinarie, una sorta di venatura brillante che si fa strada nel marmo. Liu Yongjun, vicedirettore dell’ufficio, ha affermato che il team ha utilizzato la modellazione geologica tridimensionale per mappare le vene d’oro in profondità e guidare ogni nuovo foro di trivellazione. Anche i carotaggi prelevati ai margini del giacimento mostrano tracce d’oro, il che suggerisce che il sistema sotterraneo potrebbe estendersi oltre i primi confini mappati.

Una boccata d’aria per il mercato aurifero

La scoperta aumenta di importanza se si pensa allo stato di offerta globale dell’oro. Recenti riepiloghi basati sui dati dello United States Geological Survey e del World Gold Council suggeriscono che l’umanità abbia estratto finora circa 200 mila tonnellate d’oro, circa il 77% del totale contenuto in riserve note che possono essere sfruttate economicamente.

Questi dati confermano quanto possa essere d’impatto un singolo giacimento contenente mille tonnellate. Molte miniere d’oro sotterranee sono considerate di alta qualità quando il minerale contiene in media circa 8-10 grammi di prodotto per tonnellata, mente a Wangu si segnalano campioni pari a circa 138 grammi per tonnellata, rientrando in quello che i minatori chiamano territorio di estrazione privilegiata.

Come si è formato l’oro a Wangu?

L’oro non compare nelle rocce per puro caso. Un’ipotesi ampiamente condivisa è che un tempo fluidi caldi ricchi di minerali, si muovessero attraverso profonde fessure della crosta terrestre, trasportando minuscole quantità di oro disciolto che in seguito si staccarono e rivestirono le fratture con quarzo e metallo al variare della pressione e della temperatura.

Un’altra spiegazione è stata pubblicata sulla rivista Nature Geoscience, che ha dimostrato che i terremoti possono svolgere un ruolo chiave in questo processo, espandendo le cavità nelle zone di faglia, il che fa sì che i fluidi intrappolati si trasformino in vapore e scarichino l’oro disciolto in un istante geologico.

Studi successivi condotti da geologi della Monash University in Australia hanno suggerito che la stessa compressione sismica può generare campi elettrici nel quarzo che estraggono l’oro dalla soluzione e contribuiscono a costruire dense reti di vene e pepite nel corso di numerosi cicli di scosse, un quadro che ben si adatta a ciò che viene attualmente registrato a Wangu.

Cosa succederà a Wangu?

Per ora, la scoperta di Hunan è solamente una stima piuttosto che un progetto minerario definitivo. I giornalisti cinesi hanno notato che i conteggi spesso cambiano man mano che vengono fatti più fori e che la roccia di grado inferiore viene campionata tra intervalli diversi, il che significa che i numeri finali sia per il metallo totale che per la qualità del prodotto potrebbero aumentare o diminuire.


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