15.01.2026
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Fashion

2016 mania, perché la nostalgia sta spopolando sui social


Svegliatevi, è il 2016. Alla radio passano Justin Bieber e il tormentone spagnoleggiante di Alvaro Soler, quell’estate va in onda la prima puntata di Stranger Things. Il vostro feed Instagram è un armonioso tripudio di filtro Aden, non esistono né i caroselli né i reel e va bene condividere un selfie, ma anche il vostro pranzo, anche se la massima aspirazione è poter postare la foto sotto la ruota panoramica del Coachella. Proprio come i vostri influencer preferiti, che però non vi rivendono prodotti a ogni Story (anzi, precisiamo: le Storie non esistono ancora): li seguite per trarre ispirazione nel look e su qualche posto paradisiaco da visitare. Siete felici e non lo sapete.

Nostalgia

Lo saprete esattamente 10 anni dopo: nel 2026. Dall’inizio dell’anno è partita infatti un’ondata nostalgica senza pari: il 2016 è diventato l’anno ideale, il passato che vorremmo fosse presente. Su TikTok spopola il filtro 2016 dipinto di un tenue rosa come i ricordi più dolci e come quei filtri vintage che spopolavano quando ancora Instagram non era dominato dall’algoritmo e serviva soprattutto a commentare le foto delle vacanze dei vostri amici. Niente Instagram-verità: le foto erano volutamente posate e nessuno aveva da ridiere in merito. 

Su TikTok (che nel 2016 ancora non esisteva) la ricerca «2016» è aumentata del 452% la settimana scorsa, e sono più di 55 milioni i contenuti creati con il filtro che porta il nome di quell’anno.

Cosa succede

Cosa succede? Lo ha spiegato bene Joel Marlinarson, creator londinese, il cui video è stato visto più di un milione di volte. Il 2016, dice alla Bbc, era un tempo in cui i social erano più semplici, facevano parte della vita dei giovani ma il loro utilizzo era molto meno complesso: niente Stories, niente montaggio di video, nessuna necessità di condividere tutto in tempo reale. Modificare le foto andava bene perché i filtri non servivano a farci apparire senza occhiaie e con le labbra più gonfie ma contribuivano a un’estetica che rendeva il feed piacevole e curato. Così, spiega Marlinarson, «che ci si trovi in Francia o in Germania, il filtro 2016 ci riporta a un tempo in cui ci divertivamo molto ed eravamo molto più giovani». Calcolando che la maggior parte degli utenti di TikTok, i ventenni di oggi, all’epoca erano teenager e si preoccupavano della scuola, delle uscite e di poco altro. E noi Millennial oggi possiamo cogliere la volo l’occasione di condividere le foto dell’epoca: eravamo più giovani e belli, più felici e spensierati, senza figli e spesso in giro per il mondo. 

Gli anni

Non solo TikTok e Instagram: su Spotify è tornata a spopolare la musica dell’epoca e gli ascolti delle playlist 2016 sono aumentati del 71% rispetto al 2024. E per la moda? Il 2016 è stato l’anno della sfilata Chanel a Cuba: c’era ancora Karl Lagerfeld mentre le modelle scendevano lungo il Paseo del Prado. Era l’anno di Alessandro Michele, che avrebbe rinnovato e per sempre cambiato l’immaginario intorno a Gucci: nel 2016 usciva la sfolgorante campagna ambientata a Roma, tra tigri che facevano il bagno nelle fontane e giraffe che pascolavano all’ombra dell’acquedotto romano. Potevamo, anzi, dovevamo sfoggiare i fiori per la primavera: il mood bohémien imperversava nella sua interezza (chi, come la sottoscritta, ha conservato tutti quei maxi abiti boho lo sa bene). 

Il 2016 è però stato, per altri versi, un anno impegnativo: la prima elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti, gli attentati come quello di Nizza, le morti celebri tra cui quella di David Bowie. Ma allora perché ora guardiamo indietro con cotanta nostalgia? Il calcolo è presto fatto: i membri più giovani della Gen Z, i nati nel 1997, avevano 19 anni. Solo pochi anni dopo sarebbero rimasti tappati in casa per il Covid, perdendosi tante esperienze fondamentali dei vent’anni. Per i Millennial più anziani, invece, è il ricordo dei loro 30 anni prima della pandemia: l’ultima spensieratezza prima della vera e propria età adulta. E allora postiamo caroselli con le foto dell’epoca ed esageriamo, di nuovo, per una volta con i filtri: il 2016, ma anche i 5 anni prima, con la nascita di Instagram e un mondo social tutto nuovo e, all’epoca davvero, imperfetto. 


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