11.01.2026
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Politics

«Vietare armi da taglio». Pronto il provvedimento


Sicurezza, stretta sulle baby gang. Il governo sta lavorando a un provvedimento specifico sulla violenza giovanile che verrà presentato nei prossimi consigli dei ministri per vietare il porto di armi da taglio «con una aggravante nel caso di persone travisate». Lo ha affermato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel corso della conferenza stampa organizzata dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti in collaborazione con l’Associazione della Stampa Parlamentare. La premier ha specificato che il provvedimento è necessario perchè nella stragrande maggioranza dei casi gli atti di violenza sono commessi più con armi da taglio che con armi da fuoco.

Sicurezza, i numeri

«Noi abbiamo lavorato moltissimo sulla sicurezza, chiaramente gli anni di lassismo non sono facili da cancellare». Detto ciò, «i risultati per me non sono sufficienti», dunque «questo è l’anno in cui si cambia passo e si fa ancora di più», ha aggiunto la premier. «Sono moltissime le iniziative che abbiamo varato — ha ricordato Meloni -. 30mila assunti tra le forze ordine», «lo sblocco di investimenti fermi da molto tempo» sul tema, «il decreto sicurezza molto contestato dalle opposizioni che ora rivendicano sicurezza», «la lotta alla mafia con 120 latitanti catturati», «il lavoro fatto su Caivano».

«Se vogliamo garantire sicurezza — prosegue la presidente del Consiglio — occorre lavorare tutti nella stessa direzione: governo, forze di polizia e magistratura, che è fondamentale in questo disegno. Cito due o tre casi dalla cronaca degli ultimi giorni. Escluso il caso del capotreno, ricordo il caso dell’imam di Torino. La polizia dimostra la sua pericolosità, il ministro ne dispone l’espulsione e l’espulsione viene bloccata. Lo scorso novembre una mamma ha ucciso il figlio di nove anni, era stata più volte denunciata per i pregressi tentativi di omicidio ma l’autorità giudiziaria aveva ritenuto di lasciarla a piede libero. Ad Acerra una persona è stata arrestata mentre sversava tonnellate di rifiuti nocivi, ma è stato rimesso in libertà dall’autorità giudiziaria. Posso citare decine di casi. Quando questo accade è vano il lavoro delle forze dell’ordine e del Parlamento. Un appello a lavorare tutti nella stessa direzione può fare la differenza», conclude.


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