10.01.2026
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Economy

Baidu porta in Borsa la controllata dei chip


Mentre il braccio di ferro tra Stati Uniti e Cina sull’intelligenza artificiale diventerà sempre più visibile nel 2026, Pechino fa un nuovo passo per diminuire la sua dipendenza da Washington nel settore dei microchip. Il colosso tecnologico cinese Baidu ha annunciato l’intenzione di separare la sua controllata Kunlunxin, specializzata in chip per l’intelligenza artificiale, e quotarla in Borsa a Hong Kong. L’azienda ha fatto sapere di aver presentato in modo riservato la domanda di quotazione, ma non ha ancora definito né la dimensione né la struttura dell’offerta. Il progetto resta subordinato all’approvazione delle autorità di regolamentazione, tra cui la vigilanza cinese sui titoli, e Baidu ha chiarito che non vi è alcuna certezza che l’operazione venga portata a termine.

Attualmente Baidu detiene circa il 59% della società Kunlunxin, che oltre a produrre chip Ia per centri dati e cloud computing, li sviluppa internamente. Nata nel 2012, svolge un ruolo centrale nel progetto di Baidu di sviluppare una presenza completa nel settore dell’intelligenza artificiale, con attività che coprono l’intera filiera: componenti hardware, infrastrutture come server e data center, modelli Ia e applicazioni. Questo però, fanno notare diversi esperti, non significa che la Cina riuscirà in questo modo a non dipendere più da Nvidia, che nonostante le restrizioni imposte dal governo americano continua a vendere alcuni microprocessori meno avanzati al Paese.

A conferma della crescente spinta verso l’autonomia tecnologica voluta da Pechino, alcune aziende cinesi attive nei semiconduttori, tra cui Biren Technology e Moore Threads, hanno recentemente annunciato piani di quotazione in Borsa. Questa strategia si inserisce in un contesto più ampio in cui il governo cinese ha mobilitato miliardi di fondi pubblici e incentivato l’acquisto di chip nazionali per rafforzare la filiera interna.

LA STRATEGIA DI PECHINO

Secondo Michael Froman, presidente del Council on Foreign Relations, la Cina sta seguendo una strategia diversa rispetto all’Occidente nello sviluppo dell’intelligenza artificiale, sia per scelta sia per necessità. Piuttosto che concentrarsi su modelli linguistici avanzati come ChatGpt-5, Pechino punta a integrare l’intelligenza artificiale su larga scala nell’economia reale: per esempio con i progetti «city brain» avviati a Wuhan, dove telecamere del traffico, sensori IoT e veicoli autonomi vengono messi in rete per migliorare la gestione urbana.

Kunlunxin ha chiuso il 2025 con ricavi superiori a 455 milioni di euro, raggiungendo il pareggio operativo, secondo Reuters. Una parte consistente del fatturato proviene da clienti esterni. China Mobile, uno dei principali operatori telefonici del paese, ha commissionato a Kunlunxin ordini per oltre 130 milioni di euro e ha partecipato all’ultimo round di finanziamento, che ha raccolto più di 260 milioni di euro. La valutazione complessiva della società è stata stimata intorno a 2,73 miliardi di euro.


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