«Siamo vivi, ma è una catastrofe». Jacques Moretti e la moglie Jessica Maric Moretti, i proprietari del locale «Le Constellation» a Crans-Montana, indagati per il rogo della notte di Capodanno in cui hanno perso la vita 40 persone e 116 sono rimaste ferite, scrivono così in un messaggio rivolto a un loro amico che chiedeva notizie subito dopo la tragedia. Lei era a Le Constellation quando è scoppiato l’incendio ed è rimasta ustionata a un braccio, il marito si trovava in un altro locale.
Lei fugge con la cassa del locale in mano
La sera di Capodanno, quando circa 400 ragazzi erano stipati dentro un locale con una sola via d’uscita, ci sono il figlio della donna, avuto dal primo matrimonio, e Jessica. Lui è capo dello staff e dall’interno prova a sfondare i pannelli di plexiglass che intrappolavano i ragazzi all’interno della veranda ormai incandescente. Lei si ustiona un braccio, mentre scappa in strada stringendo tra le mani la cassa del locale. Una scena che, secondo Repubblica, sarebbe stata immortalata da due telecamere in strada. E che rischia di costarle anche l’accusa di omissione di soccorso.
Chi sono i Moretti
Jacques e Jessica sono noti come «i corsi», perché le loro radici si affondavano in profondità nell’isola a nord della Sardegna. Ma il cuore del loro business è ben piantato proprio lì, a Crans-Montana. Lei — figlia di un vigile del fuoco di Cannes e nipote del presidente del comitato municipale degli incendi forestali — reduce da un matrimonio caduto a pezzi, da cui era nato un figlio. Lui coinvolto prima in un’indagine per sfruttamento della prostituzione, poi nel 2005 finito in carcere nell’Alta Savoia anche per sequestro di persona e truffa.
Il trasferimento a Crans-Montana e gli investimenti multimilionari
Dopo le nozze i due decidono di partire insieme e dividere tutto, con quattro società compartecipate al 50%. Compaiono nel Canton Vallese nella primavera del 2011, e in pochi anni lasciano la loro orma sulla zona intorno al comprensorio sciistico di Crans-Montana. Due ristoranti, un discobar e uno chalet cadono sotto il loro nome. Investimenti che, secondo quanto ha rivelato un’agenzia immobiliare locale a Repubblica, supererebbero tranquillamente i 20 milioni di franchi.
Il primo ristorante di successo
La prima mossa è affittare Le Vieux Chalet, ristorante nel cuore di Lens, paesino a una manciata di chilometri da Crans. Lo prendono e lo ristrutturano, trasformandolo in un locale chic di specialità corse, che presto diventa punto di riferimento per tutta quell’alta società svizzero-francese (ma anche italiana) che a Crans-Montana ci fa una o due settimane bianche. È a questo punto che i due, comprendendo che l’ingranaggio ha iniziato a girare, si rivolgono alle banche svizzere. Acquistano Le Vieux Chalet e una villa poco distante, con vista sul Cervino. Di franchi ne spendono circa 5 milioni. Poi mettono gli occhi su Crans-Montana, per fare il definitivo salto di qualità.
Il «Constellation» e i locali alla moda
E il salto arriva nel 2015, con il bar decrepito Le Constellation e la brasserie Le Petite Maison. Il metodo è lo stesso di Lens: si affitta offrendo cifre spropositate, si ristruttura rendendo il locale alla moda e perfetto per il nuovo turismo ricco di Crans-Montana. Poi si chiede un finanziamento e si procede all’acquisto, perché di affitto in affitto è difficile sopravvivere anche per «i corsi». E così succede anche per il discobar della tragedia.
La sera della tragedia e la fuga con la cassa del discobar
I lavori all’interno — per stringere la scala, ampliare la veranda e guadagnare spazio per tavoli — servono per bilanciare l’affitto da 40mila franchi al mese. L’acquisto due anni fa — a 1,5 milioni — avviene a cifre completamente fuori mercato. E per rientrare, i coniugi sono costretti a risparmiare dove si può (e non si dovrebbe): la sicurezza e i controlli.
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