La Royal Navy sta sperimentando una nuova generazione di micro-imbarcazioni autonome per rafforzare il controllo delle acque britanniche e contrastare le attività sottomarine russe. Si tratta di mezzi lunghi poco più di un metro, senza equipaggio, progettati per operare in modo continuo e coordinato, formando una rete di sorveglianza discreta ma capillare.
L’iniziativa nasce dalla crescente attenzione di Londra verso le minacce sotto il mare, considerate sempre più centrali nel confronto strategico con Mosca. Al centro delle preoccupazioni non ci sono solo i sottomarini militari, ma anche le infrastrutture critiche: cavi per le telecomunicazioni, collegamenti energetici e nodi essenziali per l’economia digitale del Paese.
Dotate di sensori e sistemi sonar, le micro-barche possono raccogliere dati, individuare anomalie e segnalare movimenti sospetti, integrandosi con navi tradizionali, aerei di pattugliamento e altre piattaforme senza equipaggio. Il loro punto di forza è la flessibilità: sono difficili da individuare, relativamente economiche e schierabili in gran numero, riducendo la dipendenza da grandi unità navali.
Come funzionano le micro-barche
Le micro-imbarcazioni sono dotate di sensori, sistemi sonar e collegamenti dati che permettono di raccogliere informazioni in tempo reale. Possono operare per lunghi periodi senza intervento umano, coordinandosi con navi tradizionali, aerei di pattugliamento e altre piattaforme autonome. Il vantaggio principale è strategico: sorveglianza continua a costi ridotti. Invece di affidarsi solo a grandi unità navali, costose e facilmente individuabili, la Royal Navy punta su uno sciame di mezzi piccoli e flessibili, capaci di coprire vaste aree e segnalare tempestivamente anomalie.
Il progetto riflette un cambiamento più ampio nella dottrina militare britannica. La difesa marittima non è più solo una questione di navi e sottomarini, ma di controllo dello spazio subacqueo, prevenzione e deterrenza in una zona grigia fatta di pressione costante e operazioni difficili da attribuire. In questo scenario, il mare diventa un campo di competizione silenziosa, dove la tecnologia gioca un ruolo decisivo. E Londra punta su mezzi piccoli e invisibili per evitare che le minacce emergano troppo tardi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA



Leave feedback about this