30.11.2025
12 Street, Rome City, Italy
Technology

nella Silicon Valley embrioni selezionati oltre l’editing genetico, così ci saranno bambini più resistenti


Per capire meglio cosa sta succedendo nella Silicon Valley e per quale motivo il ceo di OpenAI Sam Altman e quello di Coinbase Brian Armstrong abbiano finanziato Preventive, una start-up di San Francisco che da mesi sta cercando di far nascere il primo bambino da un embrione geneticamente modificato, dobbiamo tornare indietro al 2014.

Quell’anno il filosofo Nick Bostrom ha pubblicato Superintelligenza: tendenze, pericoli, strategie, il libro che lo ha reso non solo la guida spirituale di Altman e altri tecno-utopisti, ma soprattutto il primo filosofo a spostare il dibattito sulla selezione genetica dal piano della fantascienza (e dell’eugenetica nazista) a quello della realtà scientifica. In futuro – immagina Bostrom – alcuni Stati o istituti privati potrebbero cercare di selezionare gli esseri umani, creando superintelligenze biologiche, molto simili ai Mentat immaginati da Frank Herbert in Dune. 

Kian Sadeghi, fondatore e ad di Nucleus Genomics

«Attraverso l’ingegneria genetica e la selezione genealogica infatti è possibile migliorare l’intelligenza umana in modo molto rapido. Tra i 4 e i 23 punti di quoziente d’intelligenza ogni generazione. Se la pratica fosse ripetuta, dopo alcune generazioni potremmo arrivare a un risultato esponenziale in termini di crescita», sostiene Bostrom, già noto per avere teorizzato scenari estremi, come, per esempio, la possibilità che la nostra realtà sia una simulazione. Dieci anni dopo, la fissazione per il quoziente intellettivo e il miglioramento delle nostre prestazioni è centrale nella narrativa dei miliardari della Silicon Valley, e imprenditori come Elon Musk e Peter Thiel ne sono ossessionati. 

IL DIBATTITO

Le tecnologie di editing genetico già in uso per trattamenti dopo la nascita permettono di tagliare, riscrivere e sostituire tratti di Dna. Ma intervenire prima, sugli ovuli, sugli spermatozoi o direttamente sugli embrioni, è tutta un’altra storia. Non solo per le implicazioni biologiche, ma per le domande (ancora irrisolte) sul piano etico, legale e sociale. Per questo motivo, in molti Paesi, inclusi gli Stati Uniti, la creazione di embrioni modificati geneticamente con finalità riproduttive è esplicitamente vietata. E da tempo una parte della comunità scientifica chiede una moratoria globale: sospendere tutto, almeno finché non ci sarà una discussione pubblica all’altezza delle conseguenze. Ma il concetto di “ottimizzazione” dei bambini non si ferma soltanto al quoziente intellettivo e si espande sia all’aspetto fisico che alla longevità. A giugno la start-up di test genetici Nucleus Genomics ha sostenuto che presto i genitori che si sottoporranno a una fecondazione in vitro potranno selezionare gli embrioni in base alla speranza di estendere la longevità dei loro futuri eredi. La start-up promette, a un costo di 5.999 dollari, di analizzare fino a 900 malattie (tra cui tumori, disfunzioni cardiache e Alzheimer) permettendo di escludere gli embrioni più a rischio. Ma non ci sono solo Preventive e Nucleus Genomics: nella Silicon Valley stanno nascendo decine di altre start-up che promettono di «produrre bambini senza malattie genetiche e che siano più resistenti», scrive il Wall Street Journal, spiegando come alcune di esse stiano cercando di aprire sedi in Paesi con leggi meno restrittive. E alcuni analisti sostengono che le start-up possono permettere ai genitori di scegliere anche il QI e alcuni tratti somatici, come il colore degli occhi o l’altezza. 

Nel 2018 lo scienziato cinese He Jiankui aveva ammesso di aver modificato i geni di due figlie per renderli immuni all’Hiv. Per quello che è stato definito il primo esperimento di ingegneria genetica su un essere umano, Jiankui era stato condannato a tre anni di carcere. Parlando di possibili derive eugenetiche nel futuro è interessante confrontarsi con un saggio che parla invece del passato: in Imbeciles, Adam Cohen racconta l’evoluzione dell’eugenetica in America, un movimento poco noto rispetto ai programmi della Germania nazista.

UN PASSO INDIETRO

Secondo Cohen l’idea di pulizia della società dagli esseri “inadeguati” è nata in Usa, tanto che nel 1907 l’Indiana ha legalizzato la sterilizzazione per il controllo della razza, seguito dalla California e dal Washington State nel 1909. In tutto 32 Stati americani hanno approvato una legge per l’eugenetica, che è stata definita legale su tutto il territorio dell’Unione dalla Corte Suprema nel 1927. Leggi a favore di questa pratica sono continuate a esistere in alcuni Stati fino agli inizi degli anni ’80, quando l’Oregon (oggi uno degli Stati più progressisti dell’Unione) ha sterilizzato l’ultima donna. Nel 1983 ci si è infine decisi a chiudere l’ex Board of Eugenics che nel frattempo, visto il termine poco edificante, era stato rinominato Board of Social Protection. Si è trattato della fine formale di un’epoca, anche se il progetto aveva iniziato a perdere consensi negli anni ‘40, con la condanna internazionale del nazismo e la scoperta dei campi di concentramento. Prima di allora però parlare di eugenetica in America era tutt’altro che tabù. Nel 1920 a Topeka, in Kansas, ci fu il primo Fitter Family, un concorso annuale che continuò fino al 1940, in cui si premiavano le famiglie con i migliori caratteri genetici d’America. Negli stessi anni in Indiana si svolgeva il Better Baby Contest, in cui venivano scelti i bambini che rispettavano i canoni della razza stabiliti dagli istituti di eugenetica americani. 
© RIPRODUZIONE RISERVATA


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Leave feedback about this

  • Quality
  • Price
  • Service
[an error occurred while processing the directive]