29.11.2025
12 Street, Rome City, Italy
Economy

«Piena collaborazione con l’autorità giudiziaria»


In una giornata piatta per Piazza Affari, a soffrire sono i titoli di Mediobanca e Monte dei Paschi di Siena. Mps ha perso il 4,56 per cento chiudendo le contrattazioni a 8,33 euro mentre Mediobanca è scesa dell’1,9 per cento a 16,75 euro. A pesare sulle quotazioni sono state le notizie legate all’indagine della Procura di Milano sull’Offerta pubblica di acquisto e scambio con la quale il Monte dei Paschi ha conquistato il controllo di Piazzetta Cuccia. L’imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone, presidente del Gruppo Caltagirone, il presidente di Luxottica Francesco Milleri e l’amministratore delegato del Monte dei Paschi di Siena Luigi Lovaglio sono indagati dalla Procura di Milano per l’ipotesi di aggiotaggio e ostacolo alle autorità di vigilanza di Consob e Bce. L’inchiesta vede al centro un presunto accordo in relazione all’offerta pubblica di scambio che ha portato l’istituto senese ad acquisire la maggioranza di Mediobanca. Sono iscritti per la legge sulla responsabilità amministrativa degli enti anche il Gruppo Caltagirone e la holding Delfin. Secondo le indagini, i tre indagati avrebbero stabilito con accordi non dichiarati al mercato la scalata a Piazzetta Cuccia avvenuta tra gennaio e ottobre. Le iscrizioni nel registro degli indagati risalgono ai mesi scorsi, ieri però sono state eseguite attività dalla Guardia di Finanza tra cui acquisizioni. E sempre ieri sono arrivare le repliche delle società coinvolte. «Il Gruppo Caltagirone, in merito all’indagine in corso da parte della Procura di Milano — si legge in un comunicato — conferma piena fiducia nell’operato dell’Autorità Giudiziaria cui ha fornito e intendere fornire piena collaborazione, certo dell’assoluta correttezza dell’operato dei suoi esponenti che hanno costantemente agito nel rispetto delle regole che governano il mercato, rapportandosi trasparentemente con tutte le Autorità di vigilanza».

Una risposta è arrivata anche dal gruppo Delfin. «Il Consiglio di amministrazione di Delfin», si legge in una nota, «prendendo atto dell’iniziativa della Procura di Milano, dichiara all’unanimità la totale estraneità dei propri membri ai fatti contestati e di aver sempre agito nel pieno rispetto delle regole del mercato e delle normative vigenti». Il Cda di Delfin, si è detto infine «certo che l’indagine in corso dimostrerà l’infondatezza e l’insussistenza della provvisoria contestazione, confermando l’estraneità del Consiglio d’amministrazione e dei suoi membri alle accuse mosse». Anche Mps in un comunicato ha affermato di essere «confidente di poter fornire tutti gli elementi a chiarimento della correttezza del proprio operato» e ha manifestato «piena fiducia nelle autorità competenti, a cui conferma completa collaborazione».

IL PASSAGGIO

Nei mesi scorsi era già emerso, in merito all’inchiesta, che erano in corso accertamenti sull’operazione di collocamento della quota del Tesoro in Mps, avvenuta attraverso la procedura dell’Accelerated Book Building (Abb) tramite Banca Akros (ci furono acquisizioni di documenti). Il pacchetto del 15% di azioni Mps, era stato rilevato da Delfin della famiglia Del Vecchio, dal Gruppo Caltagirone, da Banco Bpm e da Anima. A dare il via agli accertamenti è stato un esposto dell’ex amministratore delegato di Mediobanca Alberto Nagel. L’amministratore delegato di Mps, Lovaglio invece ha sempre rivendicato l’esclusiva paternità dell’operazione, facendone risalire la genesi al dicembre 2022, quando la indicò al ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, come uno dei possibili sbocchi per una Mps risanata.


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Leave feedback about this

  • Quality
  • Price
  • Service
[an error occurred while processing the directive]