Nel dialogo con Finn Wolfhard, Caleb McLaughlin, Gaten Matarazzo e Noah Schnapp, emerge un tema centrale della stagione finale di Stranger Things: la ribellione.
Non quella romantizzata, ma quella che nasce dal dolore, dalla perdita, dal bisogno di agire quando nessun altro lo farà. Il cast riflette sul peso delle regole, sulla responsabilità di infrangerle e sul ruolo degli outsider nella serie: un gruppo di ragazzi apparentemente impreparati che, stagione dopo stagione, si è trovato a fronteggiare sfide più grandi di loro.
Dalla “ribellione personale” alimentata dalle tragedie vissute, alla creatività come atto di disobbedienza, fino al paragone con gli archetipi classici dell’eroe riluttante — da Luke Skywalker a Frodo — gli attori spiegano perché il pubblico si riveda in questi personaggi imperfetti, testardi e umani. Una conversazione che anticipa l’anima emotiva di Stranger Things 5: non solo la fine di un capitolo, ma anche la resa dei conti con ciò che significa davvero scegliere di lottare.
L’ultima stagione arriverà in tre momenti: il 27 novembre, il 26 dicembre e il 1 gennaio.
(Servizio a cura di Eva Carducci)



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