Abiti, scarpe, ma anche accessori e articoli sportivi. Sono questi gli articoli più desiderati da chi ieri ha riempito le strade dello shopping delle maggiori città italiane per approfittare dell’inizio dei saldi invernali. Quasi 6 italiani su 10 acquisterano a prezzi scontati. Ma il 53,3% comprerà esclusivamente ciò di cui ha bisogno. Così emerge da un’indagine realizzata da Confcommercio in collaborazione con Format Research sui comportamenti d’acquisto delle persone e sulle dinamiche del settore retail nei saldi invernali 2026.
Circa 7 consumatori su 10, afferma sempre lo studio, faranno shopping sie nei negozi che online, mentre meno di 1 su 10 si affiderà esclusivamente all’e-commerce. Al primo posto fra i desideri degli italiani ci sono i capi d’abbigliamento (90,9%, in calo del 3% rispetto all’anno scorso), le calzature (80,1%, in crescita del 4,1%), gli accessori (41%, +2,9%) e infine gli articoli sportivi (40%, +4,2%).
Secondo le previsioni di Confcommercio saranno 16 milioni le famiglie che si dedicheranno allo shopping scontato e ogni persona spenderà circa 137 euro, per un giro di affari di 4,9 miliardi di euro. Assoutenti ha rilevato però che «anche quest’anno per molti consumatori gli sconti sono iniziati con largo anticipo, tra pre-saldi, offerte riservate, vendite private e promozioni online, rendendo sempre più difficile orientarsi tra prezzi reali e sconti effettivi».
LA CONVENIENZA
L’associazione chiede perciò maggiore trasparenza. «Il periodo promozionale è ormai esteso e questo crea inevitabilmente confusione sulla reale convenienza», spiega il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso. Dal 2023, ricorda l’associazione, è pienamente applicabile la direttiva Omnibus, pensata per rafforzare la tutela dei consumatori contro sconti fittizi e pratiche poco trasparenti. La direttiva stabilisce che ogni riduzione di prezzo debba essere calcolata sul prezzo più basso praticato nei 30 giorni precedenti. Assoutenti diffonde anche un vademecum per aiutare i cittadini a fare acquisti sicuri e consapevoli durante i saldi. Tutti i prodotti in saldo devono riportare il prezzo praticato negli ultimi 30 giorni, il prezzo scontato e la percentuale di ribasso. Il cambio di un prodotto privo di difetti non è obbligatorio ed è rimesso alla discrezionalità del negoziante. La garanzia vale anche sui prodotti acquistati in saldo. E se vengono venduti articoli di stagioni precedenti, deve essere chiaramente indicato. L’Unione nazionale dei consumatori ha calcolato che per abbigliamento e calzature lo sconto invernale quest’anno è del 18,6%, in rialzo di 0,5 punti rispetto a luglio 2025 e in calo di 0,5 punti rispetto ai saldi di gennaio 2025. Il solo abbigliamento registra un abbassamento medio dei prezzi del 18,9%, in crescita di 0,4 punti rispetto all’estate e in flessione di 0,3 punti sui saldi invernali del 2025. In particolare, il record della convenienza spetta agli indumenti, che, con una riduzione del 20,5%, rappresentano la voce più scontata.
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