Per i dettagli non sarà necessario attendere molto. Il Piano Casa sarà presentato in una prossima conferenza stampa che la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha fatto intendere arriverà a breve. Gli obiettivi ci sono già: 100mila alloggi a prezzi calmierati in dieci anni al netto delle case popolari. «C’è un progetto molto ampio al quale stiamo lavorando con il ministro Salvini che voglio ringraziare, un progetto molto articolato», ha spiegato la premier nell’annuale incontro con i giornalisti, «Siamo in dirittura d’arrivo per il piano, un progetto ampio con il sistema Italia».
La dotazione
Alcune direttrici ci sono già. Nell’ultima manovra di Bilancio è stata portata a 1 miliardo la dotazione a disposizione, che servirà in particolare per interventi di riqualificazione. E sono state definite alcune direttrici su cui lavorare: progetti per le giovani coppie nella forme dell’affitto con diritto di riscatto e progetti per gli anziani anche nella forma della coabitazione. Il provvedimento, cui il governo lavora fin dalla scorsa estate, è quindi in arrivo ed è una misura cui sia la premier Meloni sia il ministro Salvini tengono.
Il secondo intervento che la presidente del Consiglio giudica necessario al Paese è replicare su tutta la penisola il modello Sud, inteso come Zona economica speciale. «Molti sono i provvedimenti che riguardano il tema degli investimenti, l’ultimo è stato il superammortamento introdotto nella legge di Bilancio, ma se lei chiede a me qual è quello che io considero il modello per favorire gli investimenti, secondo me il modello è quello della Zes unica del Mezzogiorno», ha spiegato. Lo strumento quindi «dal quale partire per favorire gli investimenti per tutto il territorio nazionale».
La crescita, d’altronde, è considerata a Palazzo Chigi il grande tema da affrontare per il 2026. Le difficoltà sono state in parte collegate dalla premier alla recessione tedesca e ai problemi dell’industria, in particolare dell’automotive, «figli di scelte che ho contestato, soprattutto a livello europeo, che lavoro per correggere e che grazie all’impegno italiano si stanno iniziando a correggere».
Le stime
L’ottimismo non manca anche guardando alle correzioni sul dato del pil avvenute negli ultimi anni: «Segnalo che sono state riviste le stime di crescita del 2023 dallo 0,7% all’1%, penso possa accadere anche per il 2024 e 2025».
Per farlo l’occupazione sarà tra le priorità assieme alla necessità di puntare sul capitale umano, alle infrastrutture e a un ulteriore recupero del potere d’acquisto. «Si può sempre fare meglio», ha detto Meloni ricordando i risultati finora raggiunti. «Sui salari lavoriamo soprattutto su elementi di defiscalizzazione», ha aggiunto, nel ricordare che le statistiche si perdono spesso i benefici che arrivano dal lavoro svolto sul cuneo fiscale, sui fringe benefit e sulla tassazione agevolata dei premi di produttività. «Ci siamo concentrati sulle mamme lavoratrici», ha poi aggiunto segnalando un altro tema chiave per il governo, la lotta contro la denatalità. «Bisogna continuare ad aggiungere strumenti». Anche se questo non sarà da solo sufficiente. Primo o poi, secondo la premier, occorrerà affrontare il fatto che l’inverno demografico è anche una questione culturale. «Vogliamo che passi il messaggio che i figli non sono un ostacolo o un fardello».
Le scelte
Anche sulle pensioni c’è stata la difesa delle scelte fatte. Alle opposizioni che accusano il governo di aver alzato l’età per la pensione replica che in manovra è entrato «esattamente il contrario». Anziché l’aumento di tre mesi per via dell’automatismo legato alle aspettative di vita, dal 2027 ci sarà l’aumento di un mese. Spazio anche per il futuro dell’ex Ilva: «Nessun intento predatorio o opportunistico sarà avallato da questo governo».
Interpellata su Mps, Meloni ha spiegato che il governo «non esclude» di cedere il 5 per cento residuo del Mef. Ma, ha aggiunto, «non c’è fretta». E «proprio perché non controlliamo Mps — ha detto la premier — non abbiamo voce in capitolo su un Terzo polo delle banche. Io penso», ha comunque aggiunto, «che sarebbe utile al sistema bancario ma il governo non ha autorità e mezzi per fare niente». La premier ha anche sottolineato di «non essere preoccupata» dalle indagini, visto che anche la procura ha «detto che nelle azioni del governo non c’è niente di illegittimo».
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