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«Obiettivo salvezza serena, i calciatori mi dicono che vanno via perché il club non ha ambizioni»


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Alla vigilia erano le squadre più inoffensive del campionato, lo hanno confermato in campo. Al Via del Mare va in scena un brutto spot per il calcio italiano, ma perlomeno il Lecce ottiene un punto che fa classifica e morale. La Lazio di Sarri è irriconoscibile, piatta, senza sussulti, e deve ringraziare la sterilità offensiva dei rivali in una partita soporifera e tecnicamente terribile. Per Zaccagni e colleghi è l’undicesima gara su ventidue senza trovare la via della rete, era dal 30 ottobre 2013 che i biancocelesti non chiudevano una prima frazione di gioco senza conclusioni, e da ben ventidue anni che il Lecce non terminava un primo tempo senza far entrare l’avversario in area di rigore. Dopo una prima frazione scialba, gli ospiti hanno avuto una sola chance – con Dia – in una ripresa da record per passaggi sbagliati. Provedel e la difesa ringraziano la traversa che al 39’ ha negato il vantaggio dalla distanza a Ramadani. Al triplice fischio il settore ospiti saluta Romagnoli – all’ultimo tango – e inneggia a mister Maurizio Sarri, ritenuto l’unico faro nella tempesta. Mai nella carriera del tecnico in Serie A una sua creatura aveva creato così poco.

LE PAROLE

Alle televisioni l’allenatore si emoziona. «Vivo i cori dei tifosi con gratitudine immensa e grande frustrazione per non poterli ripagare. Questo mi disturba da morire. La Lazio è roba grossa, circondata da un amore fortissimo, da fuori nessuno se ne rende conto. La Lazio ha una storia enorme, ed è un amore incondizionato. Alla gente della Lazio ho detto tante cose, come ad esempio che avrei fatto di tutto e accettato qualsiasi compromesso fino a giugno: è una promessa che manterrò, visto il grande amore che mi stanno dando», è l’esordio a Dazn. «La squadra ha fatto quello che stasera poteva fare, non ho nulla da dire dal punto di vista tattico.

Nel primo tempo abbiamo perso 50 palloni banali, questo è l’unico appunto tecnico. Nella ripresa abbiamo manovrato meglio fino agli ultimi venti metri, dove creiamo poco rispetto a quanto muoviamo la sfera. La costruzione è stata anche buona, poi siamo spariti in zona gol».

Il futuro è nebuloso. «La società dice che vuole fare una rosa giovane, a me dell’anagrafe non importa niente. A bocce ferme avremo qualche idea in più, in questo momento la sensazione di vedere la luce in fondo al tunnel non c’è. Però continuiamo ad andare avanti e vediamo», ha dichiarato sconsolato.

Quando gli chiedono delucidazioni su Romagnoli, Sarri è chiarissimo. «Come faremo senza Alessio? Ricominceremo di prendere un po’ di gol. Può arrivare anche un giocatore fortissimo, ma la capacità di adattarsi ai miei schemi richiede due mesi. Io non ho notizie di mercato. La società ha chiesto la mia su un eventuale cessione e io ho detto che per me non è fattibile. Poi dovete chiedere a loro: hanno detto che il mercato lo fanno loro».

Inevitabile chiedere all’allenatore se senta di avere in pugno la squadra, viste le parole del patron Lotito nella telefonata virale sul web di questa mattina («I giocatori ce l’hanno con Sarri»). Il Comandante non fa nomi, ma si riferisce alla cessione di Guendouzi. «Non c’è neanche bisogno di rispondere. Dieci giorni fa è andato via un giocatore che è venuto nel mio ufficio e ha pianto. Non c’è un problema di feeling tra me e la squadra: qualche scontento c’è sempre, in un gruppo di trenta persone: è fisiologico. Ma vendere un giocatore e dire che non andava d’accordo con Sarri mi sembra brutto. A me i diretti interessati hanno detto cose diverse», ha concluso.

CONFERENZA

Dalla sala stampa dello stadio, Sarri ha aggiunto qualche spunto. «Parlavo della necessità di uscire da questa annata avendo trovato 7-8 calciatori per il prossimo anno. Ora ne abbiamo 5-6, ma magari arriveranno due classe 2005 fortissimi. A me i calciatori hanno detto che sono andati via perché non vedevano ambizioni nella società. Sostituire Romagnoli è impossibile ora, non abbiamo sostituito neanche Guendouzi, ma acquistato un calciatore complementare al francese come Taylor». Sulla presa di posizione del tifo organizzato di disertare Lazio-Genoa di venerdì prossimo, prevale la sincerità. «Rispetto la posizione della Curva, anche se l’Olimpico vuoto è molto triste». Infine, un’ultima battuta a Lazio Style Channel. «A questa stagione chiedo una salvezza serena. L’Europa è molto lontana e noi abbiamo perso sul mercato di gennaio qualche giocatore che per la nostra squadra era importante».


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