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«Mai stato sul mercato, resta qua. È centrale nel progetto». Il difensore aveva già salutato


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Un dietrofront fragoroso per interrompere le polemiche, una presa di posizione che asseconda l’espressa richiesta dell’allenatore. Alle ore 13.30 della domenica la Lazio toglie Alessio Romagnoli dal mercato con una nota ufficiale. «La S.S. Lazio ribadisce che Alessio Romagnoli non è mai stato inserito sul mercato e comunica che il difensore rimarrà un giocatore biancoceleste. Nonostante le diverse richieste pervenute nelle ultime settimane, la volontà del Club è ferma nel trattenere un calciatore ritenuto elemento centrale del progetto sportivo sotto il profilo tecnico, umano e di leadership all’interno del gruppo squadra». Trovato l’accordo con i qatarioti dell’Al-Sadd, il numero 13 aveva dato la disponibilità al gruppo di giocare titolare il ventiduesimo turno di campionato soltanto previo via libera della Lazio al trasferimento da Roberto Mancini.

La vicenda

Dopo il saluto commosso di Lecce, con tanto di occhi lucidi, inchino e mani giunte verso il settore ospiti, il difensore centrale aveva commentato il post del club che immortalava il saluto ai sostenitori giunti in Salento con una frase che non aveva bisogno di interpretazioni: «Da sempre e per sempre nel cuore». Nel pre-partita del Via del Mare, Maurizio Sarri aveva anticipato: «Per me Romagnoli non è importante, è determinante». Dopo il triplice fischio, il tecnico era stato ancora più chiaro a Dazn. «Senza Romagnoli ricominceremmo a subire un po’ di gol per due o tre mesi: nessuno ha la sua capacità di guidare la mia linea difensiva. Io di Romagnoli non ho notizie, la società mi ha chiesto cosa pensassi di una sua eventuale cessione ed io ho risposto che dal punto di vista tattico, per me, non è fattibile. Poi, il mercato hanno detto che lo fa il club, quindi chiedete a loro». Infine, Mau si era sbottonato anche in conferenza stampa, rispondendo alla domanda sull’eventuale sostituzione del difensore. «Non mi interessa minimamente. Sostituire Romagnoli in questo momento è impossibile. Al di là del valore assoluto del giocatore, Alessio è quello che è entrato meglio di tutti nel mio modo di difendere e il leader assoluto della linea. Può arrivare anche un fenomeno, ma per imparare le cose che sa Romagnoli e che Romagnoli trasmette alla nostra retroguardia ci vorrebbero dei mesi».

Il veto di Sarri

Un veto sin troppo chiaro, che deve aver convinto il club al ribaltone. Da verificare, però, l’impatto della scelta sul calciatore, in scadenza nel 2027 e già proiettato ad una nuova avventura: ieri sera aveva già salutato compagni e staff. L’agente Enzo Raiola era stato perentorio a Rai Sport: «Alla Lazio non vediamo un futuro lungo, ci guardiamo intorno. Dal 2022 non abbiamo più sentito il club, benché il ragazzo volesse chiudere la carriera con l’aquila sul petto». Lo stesso calciatore, nell’incontro a Formello col presidente Lotito, aveva reiterato il sentimento espresso pubblicamente da mesi: «Mi avete preso in giro», era la risposta (edulcorata) al numero uno biancoceleste.

Già a maggio il trentunenne rimarcava in zona mista dopo Lazio-Juventus 1-1: «C’erano delle promesse, ma nessuno si è fatto più vivo. Vediamo, li aspetto ancora», per poi confermare di non aver ricevuto alcuna chiamata in occasione del Premio Viola di novembre: «Non conosco le intenzioni del club, non so cosa vogliano fare». Ottenuto l’ok per il Qatar, tutto sembrava far propendere per un addio immediato. Ora il diktat del club — che pare sposare la linea del tecnico — andrà digerito dal diretto interessato.


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