Valentino Garavani, scomparso lunedì 19, non lascia discendenti diretti — né figli né un coniuge — e la gestione del suo ingente patrimonio apre adesso scenari complessi, tra famigliari (sorella e nipote), Giancarlo Giammetti, ex socio a lui legato da tempo, trust familiari, collaboratori storici e istituzioni dedicate alla conservazione del suo lascito culturale e finanziario. Farà fede sicuramente il testamento che sarebbe depositato prezzo uno studio notarile di Roma. Nel corso della sua carriera, Valentino avrebbe accumulato una ricchezza di circa 2 miliardi di dollari, comprendente un ampio portafoglio immobiliare — con ville di prestigio sull’Appia Antica Roma, uno château vicino a Parigi, residenze a Londra, un chalet in Svizzera e un attico a Manhattan, detenuto tramite veicoli esteri — una collezione d’arte privata di valore eccezionale e poi due società — una mobiliare l’altra armatoriale — captive, cioè funzionali a se stesso.
La distribuzione dell’eredità
In assenza di eredi, la distribuzione del patrimonio personale di Garavani sembra seguire un tracciato più affettivo che genealogico. Al centro di questa rete figura Giammetti, storico socio di vita e di lavoro. Giammetti, che con Valentino condivideva molti interessi e una collaborazione plurisecolare alla guida della maison, è considerato il naturale custode dell’eredità intellettuale e patrimoniale del designer.
Secondo fonti vicine al couturier, nel cerchio più stretto compaiono anche Sean e Anthony Sax, due fratelli cresciuti nell’orbita dello stilista e considerati da molti come “figli” simbolici, oltre a Bruce Hoeksema, collaboratore di lunga data. È altamente probabile che alcune proprietà personali vengano loro trasferite tramite strutture di trust o legati testamentari, in base alla normativa italiana e alle scelte di pianificazione cross border adottate da Valentino negli anni. La legge italiana prevede quote di legittima per i parenti più prossimi: in questo caso la sorella maggiore di Valentino, Vanda Garavani, e un pronipote, Oscar Garavani, potrebbero essere beneficiari di parte dell’eredità.
La fondazione
Oltre alle allocazioni di patrimonio in trust privati, Garavani e Giammetti avevano già gettato le basi per la conservazione del loro lascito artistico e culturale con la Fondazione Garavani Giammetti, istituita nel 2025 per sostenere mostre e programmi formativi nel mondo della moda e delle arti. Una Fondazione che ricorda per certi versi la Fondazione Giorgio Armani, a cui lo stilista di Milano scomparso a settembre, ha lasciato la maggioranza dell’impero. Questa struttura, situata nella storica sede di Piazza Mignanelli a Roma, in locazione — è di proprietà di Propaganda Fide — rappresenta l’elemento chiave per perpetuare la visione estetica di Valentino e fornire un fulcro istituzionale alla gestione delle collezioni, delle iniziative benefiche e dei progetti accademici che lui stesso aveva voluto promuovere.
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