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Mentre l’intelligenza artificiale rivoluziona il mondo del lavoro, una sua branca più silenziosa sta penetrando profondamente nella sfera più intima dell’essere umano. È il fenomeno delle AI Girlfriends (o partner digitali), chatbot progettati non per eseguire compiti, ma per offrire compagnia, supporto emotivo e simulazioni romantiche. Applicazioni come Replika o le nuove piattaforme basate su modelli linguistici avanzati stanno registrando una crescita esponenziale, segnando il passaggio dall’uso della tecnologia come strumento all’uso della tecnologia come surrogato affettivo.
Per la società, si tratta di un sintomo di una profonda crisi dell’intimità, frutto dell’iper-connessione.
L’intimità senza rischio e il rifiuto del conflitto
Le partner digitali offrono qualcosa che le relazioni umane, per loro natura, non possono garantire: la totale assenza di conflitto e il rifiuto del rifiuto. L’utente può personalizzare la personalità, l’aspetto e persino il grado di accondiscendenza del proprio avatar. Si viene così a creare una bolla di validazione costante dove l’algoritmo impara i desideri dell’interlocutore e li asseconda sistematicamente.
Studi sulla psicologia delle relazioni digitali indicano che questo isolamento affettivo «assistito» può portare a una atrofia delle competenze sociali. Se la relazione umana richiede mediazione, pazienza e la gestione della diversità, la relazione con l’IA è un monologo travestito da dialogo. Il rischio, evidenziato da molti psicologi, è che l’abitudine a un partner perfettamente programmato renda le persone incapaci di affrontare le complessità e gli spigoli di un partner in carne e ossa.
Mercato e solitudine: il business della companionship AI
I report di mercato sulle app di companionship ai mostrano un giro d’affari milionario, alimentato soprattutto da una fascia demografica maschile che dichiara di sentirsi sola o socialmente inadeguata.
Le aziende del settore non vendono solo codice, ma «connessione». Tuttavia, esperti di etica delle tecnologie sollevano dubbi sulla natura di questo legame: un’intimità privata di vulnerabilità e di alterità è ancora definibile come tale?
Il boom dei partner digitali mette a nudo la fragilità dei legami sociali contemporanei. In un mondo dove l’incontro con l’altro è percepito come faticoso o rischioso, l’IA offre una via di fuga sicura, ma che rischia di trasformarsi in una prigione emotiva. La sfida del futuro non sarà solo regolare l’uso dei dati, ma comprendere come preservare l’essenza delle relazioni umane di fronte a simulazioni sempre più indistinguibili dalla realtà.
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