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LAS VEGAS – Al CES 2026, Samsung ha aperto le danze con una conferenza «First Look» che ha tracciato una linea netta tra il presente tecnologico e un futuro dove l’Intelligenza Artificiale non è più un optional, ma il motore immobile di ogni elettrodomestico e dispositivo. Tra prototipi futuristici e prodotti pronti al mercato, il colosso coreano ha trasformato il palco di Las Vegas in una vetrina dalle ambizioni altissime.
Il vero prodotto protagonista, ovvero quello capace di scatenare il cosiddetto wow effect tra i presenti nell’area demo, è stato senza dubbio il nuovo televisore Micro RGB da 130 pollici. Incorniciato da un maestoso cavalletto metallico che integra un sistema audio completo, questo televisore appare più come un’opera d’arte concettuale che come un oggetto da salotto. Sebbene Samsung non abbia ancora ufficializzato piani di vendita o prezzi, è chiaro che ci troviamo di fronte a un oggetto per pochi eletti, un «concept» che sposta l’asticella del possibile.
Tuttavia, la tecnologia Micro RGB, un’evoluzione del pannello che supera a destra i MiniLed e l’OLED e che avevamo già visto all’IFA di Berlino si sta finalmente preparando a entrare nelle case (quasi) normali. Dopo il debutto dello scorso anno con un modello da 115 pollici venduto a 30.000 euro, Samsung ha annunciato per il 2026 tagli molto più alla portata di tutti: 55, 65 e 75 pollici. Pur restando prodotti di fascia premium, promettono prestazioni cromatiche che superano persino i migliori OLED, coprendo il 100% dello spazio colore Rec.2020.
Ma la casa del futuro non è fatta solo di schermi. Samsung punta forte sul design con la linea Music Studio. Gli speaker wireless Studio 5 e Studio 7 colpiscono per un’estetica minimalista, progettata dal designer che nasconde una tecnologia complessa: se il primo si affida a un woofer da 4 pollici, il fratello maggiore vanta una configurazione 3.1.1 per un audio 3D immersivo. Il risultato è davvero ottimo.
Parallelamente, il settore audio si arricchisce della soundbar HW-QS90H, una soluzione «all-in-one» pensata per chi odia l’ingombro del subwoofer ma non vuole rinunciare ai bassi, grazie a un sistema Quad Bass integrato con 13 driver.
Per chi ama la portabilità, l’evoluzione del micro-proiettore Freestyle+ rappresenta la sintesi della nuova visione aziendale. «Vogliamo creare display che si adattino naturalmente al modo in cui le persone vivono», ha spiegato Hun Lee, Vicepresidente della divisione Visual Display. Il nuovo modello è più luminoso e, ovviamente, più intelligente: l’AI ottimizza in tempo reale sia la qualità dell’immagine che il contenuto in base all’ambiente circostante.
Proprio l’Intelligenza Artificiale è stata il filo conduttore – a tratti quasi un’ossessione – dell’intera presentazione. Samsung immagina un mondo dove l’AI isola il rumore ambientale durante una partita di calcio per eliminare la telecronaca, suggerisce ricette direttamente sulla porta del frigorifero o decide autonomamente il ciclo di lavaggio più efficiente per i nostri abiti.
La parola che è stata pronunciata più spesso durante la presentazione alla stampa è stata “companion”: le AI nel progetto di Samsung deve diventare un fedele compagno/accompagnatore e non un dominatore che sovrasta l’intelligenza e la volontà dell’uomo.
Tra dimostrazioni pratiche e visioni futuristiche, il messaggio uscito dal CES è chiaro: per Samsung, l’hardware è solo metà della storia. L’altra metà la scriveranno gli algoritmi, nel tentativo di rendere ogni oggetto della nostra quotidianità non solo connesso, ma capace di anticipare i nostri bisogni. Che si tratti di un televisore da centomila dollari o di una semplice lavatrice, il futuro parla una sola lingua: quella dell’intelligenza onnipresente.
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