Notizie Nel Mondo - Notizie, affari, cultura Blog Business Economy arrivano le regole per le “pagelle” con l’IA
Economy

arrivano le regole per le “pagelle” con l’IA


Per il pubblico impiego si tratta di una prima assoluta. Una vera svolta. Il prossimo contratto degli statali regolamenterà l’utilizzo dell’Intelligenza artificiale nella gestione dei tre milioni e passa di dipendenti pubblici. A partire dall’uso degli algoritmi per la valutazione delle performance del personale. Ma non solo. Anche per l’assegnazione dei compiti, per l’orario di lavoro e per qualsiasi altro aspetto che riguardi il rapporto tra l’amministrazione e il dipendente pubblico. La novità è contenuta nella prima bozza del contratto che sarà discusso dall’Aran, l’Agenzia che tratta i rinnovi per il governo, e i sindacati, prevista per martedì prossimo. Il documento contiene tre articoli che disciplinano l’uso degli algoritmi da parte delle amministrazioni. Il primo prevede che le amministrazioni che intendono introdurre o utilizzare sistemi di Intelligenza Artificiale o algoritmi automatizzati a supporto dei processi organizzativi, gestionali o decisionali che incidono sul rapporto di lavoro, devono fornire una informativa preventiva ai sindacati. Più rilevante il secondo articolo, quello sulle «garanzie» date ai dipendenti pubblici di fronte all’uso dell’AI da parte dell’amministrazione di appartenenza.

L’intervento umano

«L’utilizzo di sistemi di Intelligenza Artificiale», si legge nel testo, «non può dar luogo a decisioni esclusivamente automatizzate che producano effetti giuridici o incidano in modo significativo sul rapporto di lavoro del dipendente, senza un adeguato intervento umano». Insomma, qualunque sia l’indicazione del chatbot, la responsabilità finale della decisione, spiega il contratto, deve rimanere in capo al dirigente. Ancora più importante è il secondo passaggio, quello che in qualche modo anticipa quali saranno gli ambiti nei quali potranno essere utilizzati gli algoritmi.

Le valutazioni

La norma del contratto spiega che deve essere garantito al lavoratore «il diritto di conoscere, in forma comprensibile, i criteri generali di funzionamento dei sistemi di Intelligenza Artificiale utilizzati che incidano sulla valutazione della prestazione, sull’assegnazione di compiti, sull’orario di lavoro o su altri aspetti rilevanti del rapporto». E proprio le “pagelle”, le valutazioni dei dipendenti, sono probabilmente il terreno più fertile per l’uso dell’Intelligenza Artificiale. La Pa non riesce ad uscire dal loop dei “premi a pioggia”, con valutazioni massime per tutti i dipendenti. Tanto che il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, nel disegno di legge sul merito, attualmente in discussione in Parlamento, ha voluto inserire un tetto del 30 per cento alle “eccellenze”. L’Intelligenza Artificiale potrebbe aiutare a rendere le valutazioni più oggettive.

Il passaggio

A spiegare il senso della decisione di inserire gli algoritmi nel contratto, è anche il presidente dell’Aran Antonio Naddeo. «I sistemi di Intelligenza Artificiale per la gestione del personale», spiega il presidente dell’Aran «arriveranno nelle amministrazioni non nei prossimi anni, ma nei prossimi mesi. Abbiamo deciso di introdurre subito con il contratto delle regole chiare, il linea con la normativa italiana, e che assegnino al dirigente e quindi all’uomo, la parola finale e la responsabilità di qualsiasi decisione che abbia alla base l’uso degli algoritmi».

La bozza

La bozza del contratto contiene un ultimo punto che riguarda l’Intelligenza Artificiale: la formazione. Le amministrazioni, spiega il testo, devono assicurare adeguati percorsi formativi al personale coinvolto nell’utilizzo dei sistemi di Intelligenza Artificiale, al fine di garantirne un uso consapevole, responsabile e coerente con i principi di imparzialità e buon andamento. Anche questo serve a fare in modo che a decidere alla fine sia effettivamente l’uomo e non la macchina.


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Risparmio e investimenti, ogni venerdì
Iscriviti e ricevi le notizie via email

Exit mobile version