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Analisi del sangue e di laboratorio, cambia il sistema dei prelievi a Roma e nel Lazio. Ecco tutte le novità


Al paziente non capiterà più di sentirsi rispondere: «Questo esame non lo facciamo, non abbiamo i reagenti, si rivolga a un altro laboratorio». Quando il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, che ha la delega alla Sanità, ha deciso di rivoluzionare la rete dei laboratori analisi ha pensato di incidere su un accesso più equo alle cure. Parliamo di 36 centri di medicina di laboratorio pubblici operanti in tutto il Lazio e di 11 strutture private accreditate. Un’operazione per migliorare il sistema dei referti e contenere i costi collegati.

Le grandi novità sono tre: l’abolizione di un sistema gerarchico tra laboratori, l’apertura di 23 nuovi ambulatori di Genetica medica (cinque a Roma), e la creazione di un’infrastruttura digitale nuova e unica per tutta la rete regionale che permetterà la gestione centralizzata dei dati: la nostra provetta di sangue avrà un codice a barre univoco leggibile in qualsiasi laboratorio regionale e il nostro referto digitale sarà disponibile in tempo reale nel Fascicolo Sanitario Elettronico dove potrà consultarlo anche il nostro medico di famiglia, o qualsiasi altro medico della regione chiamato a dare un parere specialistico su un caso complesso.

«L’obiettivo è costruire un sistema integrato e tecnologicamente avanzato», spiega Maurizio Simmaco, direttore delle Scienze diagnostiche al Sant’ Andrea che ha partecipato alla riorganizzazione dei laboratori deliberata dalla giunta Rocca. Quando si parte? La tabella di marcia prevede che a fine mese si cominci a introdurre il nuovo sistema di codifica unica dei campioni, dal 30 marzo compariranno i primi codici a barre univoci sulle provette di tutte le aziende sanitarie.

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Analisi del sangue, riorganizzazione dei laboratori 

Tra un anno, si prevede di lanciare la piattaforma unica regionale che conterrà tutti gli esami di tutti i pazienti, archiviati nello stesso modo (se vi chiedete se attualmente esistano denominazioni diverse dello stesso esame, sì è così. Ci sono laboratori che la chiamano “glicemia” e altri “GLIC”). La novità è rilevante nel settore della Anatomia patologica: si avranno gli stessi referti con lo stesso schema di lettura per avere informazioni consultabili e confrontabili da tutti i professionisti.

Fino a oggi i laboratori erano in un certo senso in competizione tra loro. Con questa riorganizzazione il paziente (o il suo medico curante) non dovrà più cercare il laboratorio che fa un’analisi particolare, non dovrà andare a caccia del centro di riferimento per biologia molecolare o l’analisi post-genomica. L’obiettivo è non farlo spostare, ma fargli arrivare direttamente dove ha fatto il prelievo di sangue la migliore risposta possibile al quesito clinico. Le analisi di routine saranno disponibili ovunque (nei presidi con Pronto Soccorso operatività h24), mentre quelle specialistiche e altamente specialistiche saranno inviate in centri selezionati per competenze in determinate specialità.

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Pazienti, prelievi e referti: cosa cambia

«Si punta a superare l’attuale strutturazione a silos (sistemi che lavorano in modo isolato senza condividere informazioni, ndr) della Genetica Medica, della Biochimica-Patologia clinica, dell’Anatomia Patologia e della Microbiologia Clinica, considerando che l’attuale organizzazione sanitaria regionale necessita sempre più di informazioni integrate dalla rete diagnostica che permettano di intervenire in maniera personalizzata e precisa sia in ambito di acuzie che in regime di cronicità, e di sostenere la rete della prevenzione secondaria», ragiona Alessandra Diodati dirigente dell’Ufficio Attività specialistica e Liste di attesa della Regione Lazio.

Ci saranno due grandi Divisioni”, concepite grazie agli insegnamenti appresi durante la pandemia, organizzate per tre livelli di complessità: i laboratori di Biochimica clinica (tutto il mondo dell’ematologia e della coagulazione) e i laboratori di Microbiologia clinica (il mondo dei batteri a che quelli multi-resistenti, delle infezioni) tra cui molti sono di nuova autorizzazione. Supponiamo che ci sia da verificare un caso di West Nile o di un altro patogeno emergente, il paziente effettua il tampone che sarà processato direttamente allo Spallanzani.

«È un sistema che sorveglia le esigenze del territorio e che ci permette di fare analisi epidemiologiche evitando sovradimensionamenti o carenze. E quindi ci dà modo di prepararci in caso di aumento di determinate patologie», racconta Simmaco. E infine, nascono gli ambulatori di genetica per le malattie rare e per le neoplasie, in grado di implementare analisi sempre più richieste di citogenetica (cariotipo, FISH), genetica molecolare di base e complessa.

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